Messina. Alluvione assassina 1. ottobre: i periti hanno chiesto altri 4 mesi per stabilire eventuali colpe

MESSINA – Si allungano  i tempi relativi all’inchiesta sull’alluvione del primo ottobre scorso che provocò nel comune di Scaletta Zanclea e in alcuni villaggi di Messina la morte di 37 persone e danni a decine di abitazioni. I periti nominati dalla Procura hanno chiesto, infatti, e ottenuto altri quattro mesi di tempo.
Bisognerà quindi attendere il prossimo ottobre per conoscere le conclusioni alle quali giungeranno i consulenti Gabriele Scarascia Mugnozza, Andrea Failla e Concetto Costa, l’idrogeologo Aronne Armanini e il fisico Antonio Speranza. Il procuratore capo di Messina, Guido Lo Forte, gli aggiunti Franco Langher e Vincenzo Barbaro e i sostituti Francesca Ciranna e Adriana Sciglio avevano chiesto ai consulenti di rispondere a una serie di quesiti per stabilire se il disastro sia stato favorito da imperizia o negligenza di chi sarebbe dovuto intervenire per mettere in sicurezza le zone già flagellate dal precedente nubifragio dell’ottobre del 2007. Per il momento nel registro degli indagati sono state iscritte  il sindaco di Scaletta (uno dei centri più devastati e con numerose vittime), Mario Briguglio, e un tecnico dello stesso comune con l’ipotesi di omissione d’atti d’ufficio. Secondo i carabinieri, Briguglio non avrebbe trasmesso agli organi competenti il piano di Protezione civile comunale in modo da renderlo operativo.

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