Roccalumera. Lavori del dopo alluvione mai pagati dal Comune, ditte rischiano fallimento. Il sindaco Miasi si schiera con i creditori

ROCCALUMERA – Faccia a faccia questa mattina tra il sindaco Gianni Miasi e i titolari delle ditte che a settembre e ottobre dello scorso anno si sono impegnate ad effettuare lavori di somma urgenza a Roaccalumera per rimediare agli ingenti danni causati dalle due alluvioni. Interventi che hanno visto all’opera decine di uomini e mezzi giorno e notte per alleviare i disagi alla gente e soprattutto per scongiurare l’esondazione dei torrenti Sciglio, Allume e Pagliara, che avevano oltrepassato il livello di guardia e minacciavano di invadere il centro abitato. Le imprese, dopo numerose reiterate richieste andate a vuoto, questa mattina hanno avuto un incontro con il sindaco Gianni Miasi. “Siamo al collasso, non riusciamo più a pagare gli operai – hanno gridato i titolari delle imprese -. E alcuni di noi addirittura rischiano il fallimento assieme alle famiglie dei nostri dipendenti”. E’ stato il coro unanime dei titolari delle ditte di Roccalumera. Che, tutti assieme, sono in attesa di incassare 500mila euro, che tardano ad arrivare. E questa mattina sono tornati a battere cassa in municipio, nel corso di un incontro con il sindaco, Gianni Miasi, nell’aula consiliare. “Parliamo di una cifra che nel complesso può sembrare irrisoria – spiega il portavoce degli imprenditori, Antonino Ispoto – ma nessuno ha capito che quei 30-40mila euro che vanta ogni singola ditta rappresentano la sopravvivenza delle aziende. L’economia è in crisi e se chiudiamo le conseguenze sarebbero devastanti”. Il sindaco, Gianni Miasi, si è schierato al loro fianco, sentendosi quasi responsabile “per aver bussato alle loro case in quelle notti di tempesta per chiedere in qualità di rappresentante dello Stato di mettere a disposizione mezzi e uomini. E mi aspettavo che lo Stato – ha detto Miasi – adempisse ai propri doveri. Invece qui non si sa chi deve pagare. Non riusciamo nemmeno ad inserirci al tavolo contabile in quanto non ricadiamo nella cosiddetta zona rossa. Ma ci dovevano scappare i morti – si chiede – per ottenere le spettanze dovute?”. La riunione si è conclusa con la firma di una lettera-appello, che sarà inviata tra gli altri al presidente del Consiglio Berlusconi, al presidente della Regione, al prefetto e ai responsabili regionale e nazionale della protezione civile. Da queste autorità gli imprenditori intendono sapere “se lo Stato che rappresentano, e nel quale tuttora crediamo, abbia intenzione di onorare gli impegni assunti e se si in quanto tempo. Lo Stato – sottolineano – chiede di pagare le tasse e noi lo facciamo. Chiediamo allo Stato solo di mantenere i propri impegni”.

 

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