Alì Terme. Campo di calcio abbandonato, 185mila euro per il completamento

ALI’ TERME – I fondi erano stati stanziati nel 1988. Eppure i governi che si sono succeduti nella cittadina termale non sono stati in grado di iniziare gli interventi di completamento per rendere agibile il campo di calcio di contrada Sadano. E neanche l’attuale amministrazione comunale del sindaco Grasso è sembrata in grado, fino a questo momento, di dare la giusta priorità all’impianto che si trova sulla sponda destra del torrente Alì. Allo stato attuale, quello che dovrebbe essere il rettangolo di gioco ha le sembianze di un terreno da pascolo: erba alta, grosse pietre e buche. Nonostante le promesse che l’amministrazione ad inizio campionato aveva fatto ai ragazzi della squadra locale di “ripulire” almeno superficialmente il campo da calcio in modo da permettere gli allenamenti, niente si è mosso. La struttura di contrada Sadano è inoltre del tutto priva di un impianto d’illuminazione. Inesistente qualsiasi via di accesso all’impianto. Il comune di Alì Terme può dunque “vantare” un primato: è l’unico paese in provincia di Messina a non essere dotato di un campo di calcio degno di questo nome. I ragazzi sono costretti, da più di un ventennio, a sbucciarsi le ginocchia sull’asfalto di un tratto coperto del torrente Alì, trasformato in campo di calcetto. Ma qualcosa sembra muoversi: “A corredo della struttura destinata a spogliatoi per gli atleti ed i direttori di gara che risulta ultimata in ogni sua parte nonché dotata di un impianto di riscaldamento dell’acqua ad elevata tecnologia – afferma l’assessore allo sport di Alì Terme Carmelo Sparacino – si prevede di dotare la struttura di vari elementi: l’opera – continua – avrà un costo di 185.000.00 euro” Sparacino tiene a precisare che “il ritardo fin qui accumulato, per quanto riguarda l’attuale Amministrazione, è da imputare alle difficoltà economiche anche a causa di vicissitudini indipendenti dalla volontà politica”. “Vogliamo essere in grado di poter  consegnare nel più breve tempo possibile – conclude Sparacino – alle squadre e ai rispettivi tifosi, quella struttura che da sempre generazioni di giovani hanno sognato, fino ad oggi invano, di avere”.

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