Università. Il rettore Tomasello punta su autoriforma e merito

MESSINA – Autoriforma e merito. Sono queste le due parole chiave utilizzate dal Rettore Tomasello durante la conferenza stampa di oggi, in cui si sono toccati argomenti legati al presente e soprattutto al futuro dell’Università di Messina. L’affinamento delle tecniche per la trasparenza nei concorsi dell’Ateneo, il prossimo bando per ricercatori finanziato da risorse esterne all’Università. E il prolungamento di un anno del mandato di tutte le cariche elettive.
Sono stati questi i punti principali discussi dal Rettore, che ha annunciato la conclusione della procedura di composizione delle commissioni giudicatrici di 20 concorsi di ricercatore a tempo determinato. La nuova procedura avrà due fasi distinte. Uno studioso di livello internazionale dovrà innanzitutto formulare un giudizio sulle pubblicazioni e sui titoli dei candidati. Successivamente si procederà ad una ulteriore valutazione e a un seminario pubblico da parte dei candidati.
A breve, per la prima volta in Italia, verrà inoltre bandito un concorso per ricercatori attraverso finanziamenti esterni, provenienti da enti pubblici ma anche da privati, per lo più grandi aziende farmaceutiche che hanno intenzione di scommettere sull’ateneo messinese.
Si investirà in ricerca ed eccellenza. Il Rettore è stato chiaro, spiegando che stare un passo avanti è vitale per l’Università, e per questo non si può non puntare sulla produttività e sul merito. La svolta, ha spiegato il prof. Tomasello, è stata data nel 2008, con l’istituzione del progetto di autoriforma. Attraverso questo documento il Senato accademico ha fissato le linee guida per il futuro, gettando le basi per il rilancio dell’Ateneo.
Uno dei capisaldi fondamentali dell’autoriforma è il ritorno ad un insegnamento che parta dalla ricerca scientifica. «Perchè – afferma il Rettore – se si insegna senza continuare a sperimentare e a ricercare, quello che si trasmette diventa nozionismo, e non è ciò che noi vogliamo».
Per quanto riguarda il prolungamento di un anno del mandato, il prof. Tomasello ha spiegato che la decisione è stata un atto di responsabilità nei confronti dell’Università di Messina. «Se si fosse arrivati in questo momento al semestre bianco, e quindi all’immobilismo – ha spiegato il Rettore –  il progetto di riforma e tante possibilità di ricerca ed investimento per l’Ateneo sarebbero stati impossibili da conseguire. Altre università, tra cui quelle di Palermo, Pisa e Napoli hanno già adottato questa decisione per evitare di perdere le grandi opportunità che si presenteranno».

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