Taormina. Aprile nero per il turismo, allarmanti i cali registrati negli alberghi

TAORMINA – Continua la fase negativa del turismo taorminese. Lo dimostrano i dati elaborati dall’Azienda soggiorno e turismo. Nel dettaglio il calo, rispetto allo stesso periodo del 2009,  si è attestato al 7,56 per cento. Questo vuol dire che le presenze considerate perse sono arrivate a diverse migliaia. Dati allarmanti che, almeno in maniera ufficiale, non sembrano scuotere più di tanto le forze politiche locali. Nemmeno il Consiglio comunale appare impegnato a fronteggiare la crisi. Durante i lavori d’aula i rappresentanti della città ne parlano davvero poco. Come se la crisi fosse un qualcosa di ineluttabile. Intanto gli alberghi continuano a registrare cali senza precedenti e, di contro, i lavoratori sono costretti ad accettare contratti sempre meno favorevoli. Al momento, inoltre, non sono noti  i dati della disoccupazione e della sottoccupazione. Considerazioni che servono, principalmente, a dimostrare che a soffrire maggiormente per la crisi sono le classi più deboli. Per quanto riguarda il solo mese di aprile 2010, i dati dell’Aast si presentano in linea con quanto registrato nel mese di marzo. Sono andate perdute oltre 7.000 presenze (7138 per l’esattezza) rispetto al 2009, in particolare la diminuzione è dell’11,18%, dato da un -17,75% di stranieri e da +10,22% di italiani. Nonostante lo 0,35% di incremento, dato dalle festività pasquali, l’analisi dei dati si presenta in maniera assolutamente omogenea con quanto registrato nel 2009. Crescono le presenze italiane, che però non compensano a sufficienza la crisi permanente sui mercati stranieri.
“Infatti, purtroppo, continuano a perdere quote considerevoli –commenta Antonio Belcuore dirigente dell’assessorato regionale al Turismo- il turismo di marca anglosassone (Regno Unito -32,19%), tedesco (-35,03%), spagnolo (-20,56%), giapponese (-10,56%); nè possono fungere da contraltare nell’economia della destinazione gli incrementi della Svizzera (+16,79%), della Polonia (+90,96%), dell’Irlanda (+16,23%), del Brasile (+46,56%).
Sul mercato italiano, oltre la Sicilia -ormai vero punto di forza di Taormina- crescono quasi tutte quelle regioni che hanno un collegamento aereo diretto con l’aeroporto di Catania”.Il dato negativo condiziona anche l’intero quadrimestre, che presenta una diminuzione del 7,56%, rispetto allo stesso periodo del 2009, ed in particolare gli stranieri -11,52% e gli italiani +4,58%. Nel primo quadrimestre dell’anno i segnali positivi vengono da: Austria (+12,46%), Belgio (+7,57%), Irlanda (+12,63%), Polonia (+58,40%), Spagna (+9,87%), Svizzera (+10,11%), Brasile (+35,42%), mentre per i flussi storici della destinazione Taormina continua la tendenza negativa (Regno Unito -37,30%, Germania -14,15%, Francia -7,77%, Stati Uniti -10,03%, Giappone -4,15%).Altro dato che va analizzato con attenzione è la tendenza sempre più costante alla diminuzione delle giornate vacanza; infatti la permanenza media ormai si attesta a 2,72 giornate. In pratica, negli ultimi 10 anni, il calo risulta essere di quasi il 40%. “Dati sui quali –secondo Belcuore-  occorrerebbe soffermarsi quando si pensa di impostare politiche di programmazione in una destinazione come Taormina, nella quale il turismo rappresenta la fonte principale di reddito”.

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