Taormina. Anci Giovane: “No alla riduzione di assessori e consiglieri”

TAORMINA – “No alle dimissioni dei consiglieri comunali chiamati a ricoprire la nomina di assessori, se non in via provvisoria, e in Consiglio comunale il consigliere dovrà essere sostituito dal primo dei non eletti della lista”.
Questa una tra le proposte avanzate da Andrea Di Sorte, Presidente della Consulta Anci Giovane nel suo intervento di apertura della II Assemblea Programmatica nazionale in programma oggi e domani a Taormina. Ma le richieste del Presidente della Consulta sono anche altre: partendo “dal mondo associativo degli enti locali”, Di Sorte, denunciando “il rapporto abbastanza conflittuale con le regioni” chiede di “affrontare il federalismo con tutti gli strumenti utili e necessari”. E la sua proposta è quella di “federare tutte le associazioni o chi rappresenta gli Enti locali, Anci, Upi, Aiccre, Uncem”, a patto, però, che l’Anci “mantenga un ruolo da protagonista”. Infine una denuncia, che riguarda la norma sulla riduzione del numero degli assessori e dei consiglieri comunali. Su questo Di Sorte chiede che sia rivisto “il numero dei deputati, dei senatori e dei consiglieri regionali che ormai hanno adeguato la loro indennità a quella dei parlamentari nazionali. La politica – aggiunge – torni ad essere passione, non un mestiere”.
Anci Giovane ha smesso di essere una neonata, oggi l’associazione guarda avanti, guarda al futuro, è presente ovunque con realtà consolidate. “Questo – spiega Di Sorte – comporta  l’onere di dover elaborare le proprie idee, di sviluppare contenuti, di aprire dibattiti sulle questioni più importanti, dalla finanza locale alle riforme istituzionali”. E dal Presidente della Consulta la richiesta di un maggiore impegno ai partiti politici per sostenere i giovani nelle istituzioni, “questo può essere la carta vincente per non far allontanare i ragazzi dalla politica”. Quindi un appello ai partiti: “il nostro Parlamento sta diventando vecchio, su 630 deputati solo 6 sono di età compresa tra 25 e 29 anni. Ma il ricambio non si ha con le quote, serve che chi è stato consigliere comunale per cinque anni poi sia eletto alla carica di assessore, chi fa l’assessore diventi sindaco o consigliere provinciale e così via fino alle cariche più alte delle istituzioni”.

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