Scaletta. Polemiche in Consiglio sull’occupazione dell’aula per la riapertura della Ss 114

SCALETTA – «Condivido in parte la protesta della scorsa settimana, l’occupazione dell’aula consiliare per 24 ore mirata a sollecitare la riapertura di Capo Scaletta, chiuso dal giorno della tragica alluvione del primo ottobre. Ma credo che sia stata politicizzata e non sia servita a nulla, in quanto la firma (da parte del soggetto attuatore, il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca) sui documenti indispensabili per avviare i lavori di messa in sicurezza, peraltro già appaltati,  è stata posta nella serata precedente l’occupazione». La dichiarazione del sindaco Mario Briguglio, nel corso dell’ultima riunione del Consiglio comunale ha sollevato un vespaio di polemiche tra i circa 50 giovani promotori dell’iniziativa. Tra loro anche il consigliere di minoranza Gabriele Avigliani. “Il sindaco – esordisce – ha avuto tutto il tempo quel pomeriggio in cui abbiamo occupato l’aula per darci questa notizia e far cessare la protesta, che ha ben poco di politico”. Il consigliere sottolinea poi che “non è piacevole per nessuno dormire sui pavimenti o su brandine, lo abbiamo fatto in virtù dei gravi disagi che si registrano ormai da sette mesi. In ogni caso – incalza il rappresentante della minoranza – il primo cittadino con quella frase ha inteso sminuire il valore e la forza di quella protesta che ha pienamente raggiunto l’obiettivo. Infatti i documenti di esproprio, propedeutici all’avvio dei lavori, delle aree di Scaletta e Itala che in tutto erano quattro, portano data 23 aprile. Ciò – sostiene Avigliani – lascerebbe intendere che sono state firmate e protocollate  il mattino successivo alla nostra protesta. La riteniamo una gaffe, anche perché in tutta  questa situazione il sindaco aveva solo la responsabilità di non aver pressato adeguatamente il soggetto attuatore a firmare gli atti e a far partire i lavori per la messa in sicurezza della Statale 114”. Viene poi puntata l’attenzione sulla ricerca dei dispersi, delle persone risucchiate dal fiume di detriti e fango. “Anche in quel caso – dice Avigliani – erano necessarie delle sollecitazioni. Ma così non è stato nemmeno con i Vigili del Fuoco quando hanno sospeso le ricerche dei dispersi, in quanto il Comando provinciale ha comunicato lo stop delle operazioni il 22 febbraio, mentre il sindaco ha sollecitato gli enti a riprenderle solo il 20 aprile scorso. Non 15 giorni, ma bensì due mesi dopo”.

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