Mongiuffi, mille fedeli accompagnano la Madonna della Catena al santuario di contrada Fanaca

Giuseppe Monaco
MONGIUFFI MELIA – Oltre un migliaio di persone, sabato primo maggio, hanno “accompagnato” la statua della Madonna della Catena dalla chiesa di Mongiuffi sino al santuario di contrada Fanaca, ai piedi del monte Kalfa. Anche quest’anno, quindi, si è ripetuto un rito che coinvolge tantissimi credenti della zona sud della provincia di Messina. La statua, portata a braccia, ha compiuto un tragitto, quasi tutto in salita, di quasi tre chilometri. A seguirlo una vera e propria folla di credenti che, per tutto il percorso, hanno intonato inni sacri e recitato il rosario. Un rito particolarmente struggente che ha messo a dura prova quanti hanno voluto, a piedi, rendere omaggio alla madonna. Particolarmente spettacolare è stata la manovra che viene chiamata “a cchianata da vara”.  Una volta dentro la chiesa, alcuni fedeli hanno letteralmente issato la statua sin dentro la speciale nicchia ricavata a circa 5 metri d’altezza dietro l’altare maggiore. L’intera operazione è durata quasi cinque minuti nel corso dei quali i fedeli hanno applaudito ed invocato le grazie della Madonna.  Al termine dell’operazione, padre Di Bella, parroco di Mongiuffi Melia, ha celebrato una solenne messa alla quale hanno assistito non meno di due mila persone, molte delle quali hanno seguito il rito dalla piazzetta antistante il santuario che per l’occasione è risultata troppo piccolo. L’intero rito si è concluso con la lettura della preghiera alla Madonna della Catena: “Sotto la tua protezione, cerchiamo rifugio, Santa Mardre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma da tutti i pericoli liberaci, Vergine gloriosa e benedetta”. Una preghiera che viene ripetuta da tempo immemorabile. La statua di Maria della Catena, infatti, è antichissima. Alla fine delle celebrazioni, i fedeli hanno affollato gli stand situati nei pressi della chiesa per consumare, come tradizione vuole, carne di agnello e castrato cotti nei forni a legna realizzati per l’occasione lungo la riva di un torrente. Anche in quest’occasione, quindi, si è ripetuto il particolare accostamento tra sacro e profano che caratterizza feste del genere in quasi tutta Italia. La statua, adesso, resterà nella chiesetta isolata ricavata sopra l’abitato sino alla prima domenica di settembre quando, di nuovo, in processione il simulacro tornerà nell’abitato di Mongiuffi.

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