Messina. Università, illustrati dal rettore i perché della modifica dell’art. 57 dello statuto

MESSINA – Dopo la decisione del Senato di modificare l’art. 57 dello Statuto dell’Università, il rettore prof. Francesco Tomasello, ha voluto illustrare le motivazioni che hanno spinto i vertici dell’Ateneo ad approvare tale cambiamento.
«È opportuno sottolineare – ha precisato il rettore – che il senato accademico se avesse voluto garantirsi una longevità, non avrebbe avuto bisogno di ricorrere ad alcun artifizio statutario; sarebbe stato possibile, infatti, avviare subito un nuovo ciclo di due mandati a partire dal 2007 fino al 2015, così come previsto dal disegno di legge governativo.
 «La decisione di oggi è stata presa perché le modifiche statutarie già approvate precedentemente comportano procedure – ha proseguito il prof. Tomasello – tanto complesse quanto irrinunciabili in rapporto agli scenari finanziari e alle sfide istituzionali oggi emergenti nel sistema universitario italiano. Stiamo percorrendo un cammino già intrapreso da altri atenei italiani che hanno scelto di prorogare il mandato, alcuni, anche per due anni.
“Il dibattito in Senato Accademico è stato di alto profilo, si è svolto in un clima di grande serenità ed ha evidenziato motivazioni aggiuntive addotte in molti interventi a tutela delle future decisioni strategiche.
”Il Senato Accademico è consapevole del fatto che è chiamato a svolgere un compito di servizio, non potendo in alcun caso essere chiamato in futuro a svolgere un ruolo di gestione.
“L’Università di Messina guarda al futuro, un futuro caratterizzato dalla necessità di concepire una architettura dell’ateneo ancora più improntata a nuove regole di razionalizzazione, di trasparenza, di semplificazione gestionale, di valorizzazione del merito e di premialità per la qualità della didattica e della ricerca scientifica”.

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