Alcool, il Codacons chiede la sospensione dell’esercizio per chi vende bevande alcoliche ai minori di 16 anni

Francesco Tanasi,  segretario nazionale Codacons, giudica  preoccupanti e allarmanti  i dati  resi noti in questi giorni dall’Istat  sull’aumento del consumo di alcol tra i più giovani. L’aumento del consumo del 18.5% tra 14 e 17 anni di aperitivi, amari e superalcolici ed il dato secondo il quale i comportamenti a rischio sono diffusi anche tra gli adolescenti di 11-17 anni (il 17,8% dei maschi e il 12,3% delle femmine, pari a 613 mila persone) “richiedono un intervento immediato della politica”, alla quale Tanasi chiede cose precise. Per Tanasi è indispensabile l’applicazione rigorosa della vigente normativa e vanno comminate le pene massime previste per chi somministra bevande alcoliche ad un minore di anni sedici, pene che vanno fino alla sospensione degli esercizi. E’ necessaria la piena applicazione dell’art. 689 del codice penale, articolo non applicato, in particolare, per chi vende le finte bibite. Stiamo parlando di quei prodotti alcolici travestiti da innocue bevande, ma che in realtà hanno una gradazione di 5/6 gradi, ben superiore a quella fissata per legge per essere considerate analcoliche (1,2 gradi è il tetto fissato dalla Legge n. 125/2001). Questi drink sono diretti ad un pubblico giovanile, vengono spacciate come semplici bevande fresche e dissetanti e sono molto diffuse nei locali per i giovani. Sono proprio queste finte bibite ad essere vendute anche ai minori di anni 16, violando le norme vigenti.Per questo Tanasi chiede controlli rigorosi nei locali e la sospensione degli esercizi colpevoli. “Inoltre è opportuno – conclude Tanasi- che il Ministero della Pubblica Istruzione e la  Regione Siciliana  diano inizio ad una massiccia campagna di informazione nelle scuole per far conoscere ai giovani i rischi connessi al consumo di alcool e contrastare mode pericolose e dannose per la salute”.

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