Dissesto idrogeologico, Consiglio regionale dell’Anci a Messina

MESSINA – La seduta straordinaria del Consiglio regionale dell’Anci Sicilia si è tenuta questa mattina nell’aula consiliare di Palazzo Zanca, sede civica del Comune di Messina. All’ordine del giorno dei lavori dell’associazione che raggruppa i comuni siciliani, le iniziative per far fronte alle problematiche relative al dissesto idro-geologico del territorio. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Anci Sicilia, Roberto Visentin, sindaco di Siracusa, che ha evidenziato come la decisione di organizzare a Messina il consiglio regionale, sia nata dall’esigenza di fare il punto su quanto è stato fatto dai governi regionale e nazionale per fronteggiare le emergenze scaturite dagli eventi calamitosi che hanno colpito il territorio messinese l’1 ottobre 2009 e nel febbraio 2010, per cercare di fare qualcosa tutti insieme. Il presidente Visentin ha lamentato che “il governo regionale, cui abbiamo chiesto più volte di farsi portavoce presso il Governo nazionale per rivendicare i nostri diritti e per aiutare i comuni, tutti, a non cadere nel baratro, è andato avanti da solo. Lasciandoci soli. L’unico momento di incontro e di dialogo, – ha detto il sindaco di Siracusa – è stato con l’assessore regionale all’energia, Pier Carmelo Russo, prima dell’approvazione del ddl sugli Ato rifiuti. L’Anci Sicilia ha chiesto più volte risposte concrete, mai arrivate, sul patto di stabilità, Ato rifiuti, precari, rischio idrogeologico, bilanci comunali, trasferimenti regionali.” E proprio su questo il gruppo di lavoro Anci Sicilia-Urps, ha presentato nei giorni scorsi al presidente della Regione, on. Raffaele Lombardo, ed agli assessori regionali all’Economia ed agli Enti locali, Michele Cimino e Caterina Chinnici: un documento su patto di stabilità, rischio idro-geologico, Ato rifiuti, programmazione 2007-2013 e trasferimenti regionali ai comuni ed alle province. “Cinque punti nodali – ha ricordato il presidente dell’Anci – che rischiano di mettere in ginocchio molti comuni dell’Isola”. Nel documento, firmato congiuntamente dal presidente dell’Anci Sicilia, e da Giovanni Avanti, presidente dell’Urps, si chiede al Governo regionale di intervenire a livello nazionale per modificare le regole del patto di stabilità interno e, considerando anche i ritardi legati all’approvazione del bilancio regionale, di spostare il termine per l’approvazione dei bilanci degli enti locali dal 30 aprile al 31 maggio. Sul patto di stabilità in particolare è stata sottolineata la necessità di “sterilizzare” le somme impiegate per la stabilizzazione dei precari. In pratica, i fondi non dovrebbero rientrare tra quelli destinati alle spese del personale, ma tra quelli che riguardano il settore assistenziale. In alternativa, è stato chiesto alla Regione di farsi carico, in misura maggiore, delle spese legate al processo di stabilizzazione del personale precario e di destinare queste unità in uffici che si occupano di erogazione di servizi pubblici nel territorio. Oltre a chiedere l’individuazione di una sede istituzionale per definire un accordo specifico tra Regione ed Enti locali per l’applicazione del patto di stabilità, Anci Urps, evidenziano la situazione dei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, realtà in cui rispettare le rigidità del patto diventa un’impresa impossibile. Esistono, infatti, alcune incongruenze legislative che, negli enti commissariati per mafia, stanno creando una situazione insostenibile: al termine della gestione commissariale, infatti, gli organi neo eletti si ritrovano in bilancio finanziamenti straordinari, assegnati dallo Stato e spesso non interamente utilizzati dall’amministrazione straordinaria, che contribuiscono a far sforare il patto di stabilità. Anche per queste somme si è chiesta una sorta di sterilizzazione affinché non vengano conteggiate ai fini del patto. Per i comuni del messinese, ma anche per alcuni paesi delle province di Trapani, Palermo ed Agrigento, devastati dalle recenti calamità naturali, Anci e Urps hanno sollecitato non solo una deroga al patto di stabilità ma anche lo stanziamento delle risorse finanziarie promesse. Per ciò che riguarda gli Ato rifiuti, è stato chiesto che i costi di gestione non siano completamente a carico degli enti locali. Se ciò avvenisse, infatti, molti comuni rischierebbero il dissesto finanziario e si troverebbero nelle condizioni di non poter assicurare ai cittadini dei servizi essenziali. Infine, per i trasferimenti regionali, l’Anci Sicilia segnala i troppi ritardi nell’erogazione delle somme e, soprattutto, i tagli eccessivi. “La “non risposta” del Governo regionale, di fatto – ha lamentato l’Anci – delegittima, le nostre funzioni, ci costringe a fare i salti mortali per approvare i bilanci, ci fa fare i conti con lo spettro del dissesto finanziario che rischia di mettere in ginocchio tutta la Regione. Ma c’è di più: in questi giorni stiamo assistendo al balletto sulla Finanziaria, una sorta di repulisti cieco che mette in discussione anche i posti di lavoro dei precari. Stiamo parlando non di poche unità, ma di ben ottomila precari a cui la Regione nega, dopo anni di lavoro, la stabilizzazione. Manca, ovviamente, la copertura finanziaria; ma gli assessorati dell’Isola spendono più del doppio rispetto a quelli della Regione Lombardia: ciò significa che dividendo il totale della spesa degli assessorati per il numero degli abitanti, risulta che in Sicilia la spesa complessiva per il funzionamento degli uffici regionali ha un peso pro capite di 5385 euro, mentre in Lombardia è meno della metà, ovvero 2414 euro. Dati che non fanno sorridere, ma pensare, che fanno riflettere amaramente sui tanti sprechi e sui molti tagli, tutti ingiustificati. E questo ci spinge a chiedere un confronto con la Regione; un dialogo diretto e definitivo che porti ad una vera concertazione, richiesta da più parti.” A portare il saluto della città di Messina è stato il sindaco, on. Giuseppe Buzzanca, che è anche componente del Comitato direttivo dell’Anci Sicilia, che ha ringraziato l’Anci per l’attenzione dedicata alla città, anche con iniziative di solidarietà per le popolazioni alluvionate. Buzzanca ha poi evidenziato come ”I bilanci degli Enti Locali , sono spesso fortemente compromessi dalle spese gravanti per i servizi essenziali come i trasporti urbani, i servizi sociali, la raccolta dei rifiuti solidi urbani e quelli assistenziali”. L’appello è quindi per “un tavolo regionale istituzionale” che definisca le vere emergenze della Sicilia in questo momento, quali l’approvazione del bilancio regionale e di tutti i Comuni. ”Sono scelte di priorità – ha ricordato Buzzanca – che possano determinare la definizione di una piattaforma per rilanciare la Sicilia e la funzionalità gestionale delle città dell’Isola.” Il saluto del Consiglio comunale di Messina è stato portato dal presidente Giuseppe Previti.

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