Alì Terme. Passi carrabili sul lungomare autorizzati dal Comune (che intasca la ”tassa”) su terreni del Demanio marittimo, un abuso?

ALI’ TERME (Messina) – Nel centro termale il lungomare è ormai ”ingabbiato” (lato monte, ovviamente) da tanti, tantissimi passi carrabili, per consentire l’accesso in terreni o garage (dove esistono) di auto. E spesso gli spazi vengono trasformati in zone di parcheggio con la scusa del divieto di sosta. Intollerabile. Tutto però sembra apparentemente in regola perché i fruitori sono muniti della necessaria autorizzazione rilasciata dal Comune. Ed allora?, si chiederà qualcuno, qual è il problema? Nessuno, diciamo così. Una parola chiarificatrice, comunque, va data ad alcuni interrogativi: visto che ad essere impegnati sono terreni appartenenti al Demanio marittimo. Almeno così sembra. Ed allora ci si chiede se il Comune di Alì Terme era legittimato – o lo  sia ancora – a tollerare tale situazione; se lo stesso Comune può intascare, come pare, la tassa annuale per le concessioni date su terreni che non gli appartengono. Ed ancora, sarebbe interessante sapere se i beneficiari pagano il dovuto e in che misura. In alcuni casi i concessionari di passi carrabili impegnano in lungo e in largo numerosi metri di Demanio destinato a verde pubblico per cui il costo dovrebbe essere consistente, congruo. Ma il problema, chiaramente, non è legato all’aspetto economico perché la vicenda ”passi”, comunque, appare permeata da una sorta di faciloneria che non può essere ulteriormente ignorata. Per cui sarebbe cosa giusta, che il Demanio marittimo di Messina (che, sicuramente, non è al corrente della faccenda) faccia la prima mossa visto che i terreni concessi (dal Comune) sono di sua esclusiva competenza. E il Comune? Dovrebbe girare da subito l’interrogativo al Demanio per chiedere se, involontariamente, siano stati commessi degli errori e come, eventualmente, porvi immediatamente rimedio. Di là di ogni altra riflessione, c’è da dire che quei terreni appartengono assolutamente allo Stato e questo fa credere giustamente che dovrebbero (anzi, devono) essere fruiti da tutti. O no? .

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