Messina. ”La danza della finanza”, libro del prof. Dacrema: come i soldi si moltiplichino attraverso le banche

MESSINA – È  stato presentato ieri pomeriggio, nell’Aula Magna 1 della Facoltà di Economia, il libro “Il miracolo dei soldi” del prof. Pierangelo Dacrema, ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari all’Università della Calabria, già docente della Facoltà di Economia dell’Università di Messina.
Il Preside della Facoltà, prof. Luigi Ferlazzo Natoli, ha evidenziato la grande attualità del volume, che dedica tutto un capitolo alla recente crisi finanziaria dell’economia mondiale: “La danza della finanza”. “Il prof. Dacrema  è un docente vero – lo definisce così Ferlazzo Natoli – perché parla in modo chiaro e semplice di argomenti complessi”.
Il prof. Sebastiano Mazzù, della Facoltà di Economia, ha individuato l’essenza che anima il lavoro di Dacrema  in una serie di interrogativi sul denaro, sulle banche e sulla moneta, che sono i punti centrali del libro. Il denaro, infatti, secondo l’autore è un “ordine” escogitato dall’uomo e applicato per evitare un “disordine” che agli uomini non piaceva o faceva paura.
“Un libro piacevole da leggere, ricco di citazioni e che descrive come i soldi si moltiplichino attraverso le banche”, dice il prof. Jody Vender, docente alla Bocconi di Milano. Dello stesso parere anche il prof. Francesco Vermiglio, della Facoltà di Economia: “Libro di facile e interessante lettura”, anche se – precisa – “il titolo provocatorio e il sottotitolo possono indurre in errore, perché il libro non contiene una formula per moltiplicare il proprio capitale”.
Le conclusioni sono affidate all’autore, il prof. Pierangelo Dacrema, che, prima, sottolinea che il benessere non arriva dal denaro, ma dal lavoro, quindi, si sofferma sull’importanza della moneta unica, che in un futuro non certo prossimo può essere l’unico modo per migliorare lo stato attuale delle monete, essendo stata la crisi finanziaria di oggi causata dalla evidente violazione dei limiti della velocità di tutte le attuali monete.“

 

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