Taormina. Estorsione aggravata ai danni di un pusher: in manette due fornitori di droga

TAORMINA – I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Taormina hanno arrestato Alfio Mancuso, nato a Giarre, 27 anni, e Claudio Macrì, nato a Taormina, 38 anni, ritenuti responsabili di concorso in estorsione aggravata ai danni di un pusher. L’arresto è avvenuto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Messina, Giovanni De Marco, su richiesta del procuratore Francesca Ciranna.
L’indagine ha preso il via dall’arresto, eseguito nell’ottobre 2008, di due giovani ai quali era stato sequestrato mezzo chilogrammo di marijuana, ed ha permesso agli investigatori di ricostruire il meccanismo attraverso cui la criminalità gestisce il redditizio mercato dello spaccio della droga.
La prassi è questa: un fornitore già “addentrato” cede “in conto vendita” un cospicuo quantitativo di droga ad un pusher che dovrà suddividerla in dosi e spacciarla al minuto. Inizialmente la somma dovuta sarà pari a quella del valore dello stupefacente ceduto. I pusher dovranno però riconsegnare la somma in tempi prestabiliti, praticamente “a rate” settimanali, man mano che avranno venduto lo stupefacente avuto “in conto vendita”. Poichè accade spesso che i pusher non riescano a pagare le “rate”, in brevissimo tempo la somma dovuta aumenta talmente tanto che i pusher non riescono a mantenere l’impegno assunto. Nell’indagine dei carabinieri di Taormina, i due pusher si sono trovati inizialmente debitori di una somma pari a 2.500 euro, subito lievitati, alla prima irregolarità, sino ad un “pagamento rateizzato” di 6.000 euro.
Per recuperare il consistente credito illecitamente vantato, i fornitori sarebbero arrivati persino a picchiare e minacciare di morte uno dei pusher, costringendolo a cedere la propria autovettura. Sono tuttora in corso le ricerche di un terzo fornitore.

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