Dichiarazioni spontanee ai magistrati catanesi del presidente della Regione sull’inchiesta dei presunti rapporti mafia e appalti

Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha reso spontanee dichiarazioni alla Procura della Repubblica di Catania nell’ambito dell’inchiesta su presunti rapporti tra mafia e appalti avviata sulle indagini di carabinieri del Ros.
Il governatore è indagato per concorso esterno all’associazione mafiosa, assieme al fratello Angelo, che è parlamentare nazionale del Movimento per le autonomie. Nell’inchiesta sono coinvolti anche due deputati dell’Assemblea regionale siciliana: Fausto Fagone, dell’Udc, e Giovanni Cristaudo, del Pdl-Sicilia. Lombardo è stato sentito per poco meno di due ore dal procuratore Vincenzo D’Agata e dai quattro sostituti titolari dell’inchiesta: Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara e Iole Boscarin. Lombardo si è sempre proclamato estraneo alle ipotesi di reato che gli sarebbero contestate e ha definito “spazzatura politica” le accuse che gli muoverebbero due collaboratori di giustizia. Le indagini dei carabinieri del Ros di Catania, che poi si sono intrecciate con dichiarazioni su politici ed amministratori, avevano al centro della loro attività il boss Vincenzo Aiello della cosca Santapaola.

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