Pasqua. Forte messaggio dell’arcivescovo La Piana: “Non sempre prevale il bene comune. I poveri pagano di più”

Carmelo Caspanello

“La Pasqua di Risurrezione, mistero insondabile della solidarietà di Dio verso gli uomini, porti a tutti il coraggio di lottare per sconfiggere indifferenza, ingiustizia, illegalità ed ogni espressione di cattiveria e di malvagità che riscontriamo dentro di noi e negli ambiti vitali del nostro vissuto quotidiano. La Pasqua del Signore converta il cuore di tutti all’amore e alla solidarietà”. E’ il messaggio augurale dell’arcivescovo di Messina, mons. Calogero La Piana, ai fedeli della diocesi. Un discorso articolato, nel corso del quale il presule ha rivolto nuovamente l’attenzione agli alluvionati dei “diversi centri a noi familiari”, quelli di Scaletta e Giampilieri. Ma anche alle vittime dei “disastrosi terremoti di Haiti e del Cile”.  Mons. La Piana non ha nascosto la sofferenza “ascoltando il grido di dolore, a volte di disperazione, di numerose persone per la perdita della casa, del lavoro”. Il riferimento è alle famiglie dei 38 operai della Pumex di Lipari da tre anni “in balia” di incertezze. E poi “il venir meno di utili e necessari servizi sociali e sanitari”. Con esplicito riferimento agli ospedali Piemonte di Messina e al nosocomio di Lipari “unico centro di assistenza sanitaria ed indispensabile per tutto l’arcipelago eoliano”. L’arcivescovo è perentorio: “Rimaniamo turbati e qualche volta indignati per le logiche, le manovre e i giochi di potere che soggiacciono a scelte non sempre dettate dall’interesse per il bene comune e le concrete e reali esigenze dei cittadini”. E si chiede: “Perché solo e sempre i poveri e gli indigenti si ritrovano a dovere pagare l’altissimo prezzo di così tristi e tragiche situazioni?”. La guida spirituale della diocesi ha rivolto “a tutti indistintamente, un accorato appello alla conversione del cuore verso tutto ciò che riguarda il valore della persona umana.
È indispensabile collocare al centro della propria vita e del proprio cuore non i beni materiali, ma il valore e la dignità della persona. Di tutte le persone”.

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