Alluvione del 1. ottobre. “A sei mesi dalla tragedia poche certezze sul futuro”, il Comitato No Frane attacca le istituzioni

“Chiarezza sulle iniziative per la messa in sicurezza del territorio nelle zone alluvionate”. La chiede il Comitato “No Frane” della zona jonica che in una dura nota, rivolta alle istituzioni, ha contestato la gestione del post-emergenza a sette mesi dalla tragedia che ha colpito la zona sud di Messina (in particolare le frazioni di Giampilieri, Altolia, Molino e Pezzolo) e i Comuni di Scaletta e Itala. “Paesi fantasma e un’economia affossata è quello che resta dopo la danza macabra delle bugie. Al momento – scrivono i rappresentanti del Comitato – nessun intervento strutturale contro il dissesto idrogeologico: soltanto reti protettive e sirene (nemmeno funzionanti) per segnalare imminenti rischi franosi. Sono inutili palliativi che non servono alla messa in sicurezza del territorio”. Il Comitato “No Frane” denuncia poi la scarsa attenzione verso la problematica della pulizia dei torrenti e i continui rinvii sulla realizzazione delle vie di fuga tra Itala e Scaletta Zanclea. “Gli ultimi eventi catastrofico-alluvionali in Sicilia dovevano essere spunto per una riflessione critica sull’utilizzo dei Prg – incalza il Comitato -, viceversa, né a Messina, né a Scaletta Zanclea e in gran parte dei comuni della Provincia è stata avvertita la necessità di bloccare le licenze e rivedere di sana pianta i piani regolatori, alla luce delle nuove criticità territoriali, peraltro già ampiamente sottolineate dalle associazioni ambientaliste nel corso degli anni”. Il Comitato sollecita l’avvio immediato di specifiche iniziative come l’impiego di ingenti risorse sul territorio (“a partire dai fondi destinati al Ponte sullo Stretto”), la realizzazione delle bretelle di accesso all’A18 e la costruzione di gallerie paramassi a Capo Scaletta e Capo Alì. Per gli alluvionati vengono invece richiesti “la cancellazione di bollette e tributi e non la sospensione temporanea”, “l’erogazione costante e non discrezionale di contributi”, “il risarcimento dei danni subiti”.

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