Taormina. Emergenza case, iniziativa provocatoria dell’associazione “Quota 205”

Mauro Romano

TAORMINA – L’associazione “Quota 205” lancia l’allarme sull’emergenza abitativa. Negozi in affitto a cifre stratosferiche, abitazioni, anche catapecchie, destinate ad ospitare famiglie solo con redditi belusconiani, per questo motivo il sodalizio guidato da Giovanni Raccuia e Marco Privitera, ha effettuato una singolare iniziativa che ha fatto parlare anche i vertici di Palazzo dei Giurati, tanto che è probabile che l’argomento potrebbe essere messo in discussione in una seduta del civico consesso. Numerose sono state anche le foto ricordo da parte anche dei turisti che hanno poco percepito lo spirito dell’iniziativa che aveva, invece, il fine nobile di sensibilizzare ad un problema oggettivo. Affittasi ampia sala consiliare per uso abitativo, Vendesi Palazzo Ciampoli con… annesso fantasma e Affittasi anche panoramica torre dell’orologio, hanno proposto i cartelli affissi la scorsa notte nel centro storico di tutta Taormina. L’iniziativa è mirata a denunciare, appunto, un fenomeno capace di coinvolgere un numero sempre maggiore di famiglie residenti nella Perla dello Jonio e mettere in difficoltà soprattutto i giovani. “Si è trattato di un’azione affrontata in toni ironici, ma che in realtà solleva un problema estremamente serio – hanno spiegato i responsabili del movimento in una nota – vale a dire la quasi impossibilità, soprattutto per le giovani coppie con figli, di poter comprare o affittare una casa nel proprio paese d’origine, a causa dei folli prezzi raggiunti dal mercato locale”. Tra le altre improbabili “proposte immobiliari”, da segnalare una “catapecchia abusiva di 20 mq per famiglie numerose a 900 euro mensili”, nonché “un seminterrato per lavoratori precari da pagare in 150 anni di comodo mutuo”. L’associazione sarà presente sabato in piazza IX aprile con un banchetto informativo, al fine di esporre alla cittadinanza le proprie proposte volte ad arginare il fenomeno. In ogni caso i cartelli sono stati prontamente rimossi dal comando dei vigili urbani.

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