S. Teresa. Servizi riabilitativi sospesi per i bambini, le mamme incontreranno i direttori sanitari dell’Asp. Sulla questione interviene pure l’Unione dei Comuni

Carmelo Caspanello

S. TERESA – Amministratori comunali e Comitato spontaneo dei genitori hanno lanciato un  appello all’assessorato regionale alla Sanità e all’Azienda sanitaria provinciale  per il mantenimento dei servizi riabilitativi di logopedia, psicomotricità e fisiokinesiterapia, destinato a bimbi disabili. Servizi sospesi l’ 11 febbraio scorso in seguito ad una vertenza di lavoro in seno alla cooperativa Teseos che li gestisce e poi  ripresi, ma tra tante incertezze. Nei giorni scorsi è stato firmato l’accordo all’Ufficio provinciale del lavoro, anche grazie all’intervento del prefetto, con il quale la cooperativa si è impegnata a saldare gli arretrati. Le preoccupazioni per il futuro, però, permangono. La delicata questione sarà affrontata domani nel corso dei lavori di giunta dell’Unione dei Comuni. Sempre domani, alle 11, i genitori incontreranno direttore sanitario e amministrativo dell’Asp. Le difficoltà dei genitori sono sono emerse nel corso di un affollato incontro a Villa Ragno, nei giorni scorsi, voluto dal sindaco di S. Teresa, sede del servizio. Oltre al primo cittadino Alberto Morabito, sono intervenuti il presidente della cooperativa Teseos, che gestisce il servizio, Nino Scarcella; il presidente del Cda della Società servizi riabilitativi di Messina, Antonio Di Stefano e l’assistente sociale dell’associazione Penelope, Antonella Casablanca. Presenti anche i sindaci di Furci, Bruno Parisi e di Savoca, Nino Bartolotta (presidente dell’Unione dei Comuni delle Valli joniche  e dei peloritani) e il consigliere provinciale Matteo Francilia. Il Comitato spontaneo dei genitori è stato rappresentato da Santina Danto ed Antonella Aliberti. Antonella Casablanca, che ha moderato i lavori, ha sottolineato che al momento usufruiscono dei trattamenti riabilitativi, ambulatoriali e domiciliari 57 bambini e 30 sono in lista d’attesa. Il sindaco Morabito  ha preso l’impegno “ad affrontare il problema nelle sedi opportune”. E si è detto “pronto a scendere in piazza per manifestare insieme alle famiglie”. I genitori hanno posto l’attenzione sul disagio che sono costretti ad affrontare per via delle disabilità dei propri figli. “Se dovesse chiudere il centro di S. Teresa – hanno spiegato – saremmo obbligati a pagare le prestazioni o ad affrontare lunghe distanze per recarci in un altro centro riabilitativo”. Il presidente della Teseos ha affrontato il problema dei terapisti, senza stipendio per gli esuberi. Ed ha ricordato che proprio grazie alla cooperativa Teseos è stato possibile aprire due anni fa il servizio a S. Teresa. 

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