Taormina. Presenze turistiche, i dati di febbraio confermano l’inversione di tendenza

TAORMINA – Sinora le cronache taorminesi si sono interessate, soprattutto, di beghe politiche, di dibattiti su argomenti di carattere generale. Ora, forse, è tempo di cambiare registro. In occasione della pubblicazione delle statistiche sul movimento turistico in questo primo scorcio dell’anno, si può tentare di fare alcune considerazioni in più rispetto al solito. Considerazioni di carattere generale che riguardano tutta la città Si può, soprattutto, rilevare che, negli ultimi mesi, nelle sedi istituzionali, vale a dire consiglio comunale e segreterie di partito, si è discusso poco, veramente poco, di turismo.  Molta attenzione, invece, è stata riservata a beghe politiche pur se legate a fatti di indubbio interesse. Il riferimento è a Taormina Arte ed al porto turistico. Consiglio comunale e partiti, di questi argomenti, hanno, però, solo discusso impegnando gran parte del tempo destinato alle attività ufficiali. Mentre la città soffre una crisi turistica che non ha precedenti, mentre centinaia di taorminesi sono rimasti senza lavoro a causa delle “revisioni dei servizi” decise dagli albergatori e dai commercianti, intere sedute consiliari sono state dedicate a confronti politici solo apparentemente eclatanti. Crisi, disoccupazione, piani operativi, progetti sono rimasti ai margini dei dibattiti, dalle discussioni. Un esempio per tutti: la questione del marine da realizzare, presumibilmente, a Villagonia tiene banco (almeno nella formula attuale), ormai, da mesi, forse da quando si è insediato il governo del sindaco Mauro Passalacqua. Il “caso” Taormina Arte, invece, è scoppiato solo un paio di mesi fa. Ma ha fatto tanto clamore da aver bloccato, per diverse sedute, il Consiglio comunale che solo ieri ha trovato una soluzione: ha dato mandato al sindaco di verificare se esistono illegittimità negli atti per la costituzione della Fondazione TaoArte varata alcune settimane addietro dalla giunta municipale. E’ rimasta, invece, solo una proposta quella di indire gli “stati generali” per costringere la città (pubblico e privato) a fare la verifica dello stato di salute dell’industria turistica e per cercare soluzioni per combattere la disoccupazione e la sottoccupazione. Nessuno, ufficialmente, ha mostrato interesse per le dichiarazioni del segretario della Fisascat-Cisl, Pancrazio Da Leo, che ha denunciato che, nel 2009, i lavoratori stagionali ed a tempo determinato sono rimasti occupati per un massimo di 5 mesi invece che gli 8-10 degli anni passati. Questo vuol dire che, Palazzo dei Giurati stenta ad accorgersi che la città è sull’orlo di una crisi sociale figlia della crisi del turismo. Ora, forse, Consiglio comunale e partiti politici, cercheranno di interpretare le ultimissime indicazioni pubblicate dall’AAST. L’ufficio della Regione fa cenno ad un “ripresina”. Non parla, ovviamente, alla disoccupazione ed al malessere che stanno vivendo i lavoratori del turismo.  In due mesi, gennaio e febbraio 2010, Taormina, a proposito di presenze turistiche, recupera rispetto allo scorso anno, il 3,42 per cento. In particolare, rispetto allo stesso periodo del 2009, gli stranieri aumentano del 2,91%, gli italiani  addirittura del 4,71%. Pare proprio che l’industria del turismo taorminese possa risalire la china ed uscire, anche se non completamente, dalla crisi in cui è piombata lo scorso anno.
“Anche i dati di febbraio 2010 – si legge in un comunicato del Servizio turistico regionale- confermano l’inversione di tendenza ed un segno positivo confortante, già rilevato nello scorso mese di gennaio. Infatti le presenze crescono dello 0,54%. In particolare gli italiani presentano un +10,13% e gli stranieri -2,31%”. L’AAST, però, si premura a ricordare che: “ Certo non sono le presenze di febbraio a far dire che il periodo nero del turismo mondiale sia finito, ma certamente rappresentano un buon segnale per l’anno 2010”.
Inoltre, i dirigenti dell’assessorato regionale al turismo precisano che: “La crescita a due cifre del mercato italiano riconferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, quanto già più volte rimarcato nello scorso anno. I dati dimostrano che la ripresa riguarda l’appeal che Taormina si è conquistata, nei suoi oltre 150 anni di attività, nei mercati interno ed estero”.
Il dato più rilevante che si può rilevare nelle statistiche del mese di febbraio riguarda la costante ripresa del mercato tedesco (Germania +18,71%, Austria + 202,70%) e  di quello spagnolo (+107,52%). Risultano, invece, in calo il turismo di marca anglosassone (Regno Unito -61,04%), statunitense (-13,32%) e giapponese (-16,07%).
Per quanto riguarda il rapporto tra le presenze e la tipologia alberghiera, l’incremento  -il 19,43%- interessa gli alberghi a 4 stelle.
Per quanto riguarda, quindi, la principale attività economica di Taormina, s’intravede qualche spiraglio di sole. E’ proprio così? Al Consiglio comunale e ai partiti politici tocca il compito di studiare la situazione. Per farlo, però, devono mettere da parte tutti gli argomenti che poco o nulla hanno a vedere con la situazione reale della città. Meglio interessarsi della gente e dei loro problemi reali.

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