Taormina. L’ennesimo nulla di fatto in Consiglio per TaoArte ma i politici trovano il tempo per litigare

TAORMINA- Poche parole, questa volta, a proposito di Taormina e dell’articolata ma, in ogni caso stucchevole, trasformazione in Fondazione.  Le cronache, invece, riportano tutta una serie di questioni che vedono come protagonisti politici, amministratori, avvocati, esperti, revisori dei conti. Chi ne ha voglia di conoscere questo tipo di fatti, può consultare il gran numero di media che, in queste ore, riportano, su quest’ appassionante vicenda, dichiarazioni, registrano cronistorie più o meno articolate. In questa maniera potranno, tra l’altro, avere conto delle “posizioni” degli attori di quella che rischia di diventare una telenovela. Ai lettori ed ai telespettatori di Tele 90, al punto in cui sono arrivate le cose, solo una cosa è importante: sapere che fine farà la manifestazione taorminese che, nel tempo, a tutti i livelli, è stata definita “il fiore all’occhiello della Sicilia”.  Non sono pochi coloro che temono che il braccio di ferro che vede impegnati amministratori e gruppi politici possa concludersi con un nulla di fatto, un risultato che porterebbe solo alla sconfitta di Taormina, della provincia di Messina, degli imprenditori turistici locali e dell’intera Sicilia. Una previsione troppo pessimistica? Sicuramente. Per evitarla, pare necessario, che quanti, sinora, si sono confrontati per dibattere le diverse tesi emerse, mettano da parte le loro pur legittime posizioni ed avviare un vero, costruttivo, serio e veloce confronto. Si, proprio veloce, perché non c’è tempo da perdere. Il programma della kermesse, che pare essere già stato largamente abbozzato, possa essere definito, varato e, soprattutto, pubblicizzato. A Taormina, ai taorminesi, a quanti amano questa città o sul suo turismo basano la loro economia, interessa solo che TaoArte (nella legalità più assoluta) vada avanti, diventi sempre più competitiva, si imponga in sede nazionale ed internazionale. Il resto è solo aria fritta. Quando, nei giorni scorsi, Tele 90, riferendo di una riunione di Consiglio comunale, titolò che a Palazzo dei Giurati si era registrato un atto di “lucida follia”, alcuni addetti ai lavori non mancarono di mugugnare. Ora (ieri, per l’esattezza), però, è capitato che, la stessa assemblea cittadina, ha deciso di rinviare il dibattito sul futuro di Taormina Arte. Insomma, si continua a rinviare. Intanto, il tempo passa e nessuno sa ancora che cosa la Sicilia, grazie a TaoArte, offrirà agli appassionati, ai mercati turistici. Per questo, è urgente mettere da parte beghe e disquisizioni politiche. Adesso è solo tempo di fare, costruire. Se così non sarà, vorrà dire che la lucida follia è diventata una malattia contagiosa.

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