Taormina alla Bit di Milano, si attendono i primi risultati concreti

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Quali risultati ha conseguito Taormina nel corso della Borsa Internazionale del Turismo appena conclusasi non si ancora. Gli albergatori che hanno, come ogni anno, esposto i loro “prodotti” nell’importante vetrina del turismo internazionale, non hanno reso noti i dati raccolti. Non si sa, quindi, se l’offerta Taormina ha raccolto frutti interessanti che possono far sperare in una ripresa rispetto alla crisi registratasi nel 2009. Per adesso, perciò, resta da tener conto solo dei tabulati pubblicati dall’Azienda Soggiorno e Turismo secondo i quali il 2010 ha fatto intravedere indici di ripresa. Vero è, però, che durante la Bit di Milano gli operatori taorminesi hanno avuto modo di parlare direttamente con i rappresentanti delle agenzie turistiche internazionali. In questa maniera avranno potuto captare gli umori dei mercati. Bene sarebbe, di questi incontri, saperne qualcosa anche perché è necessario attrezzare la città nel migliore dei modi. Da Palermo, invece, arrivano notizie che riguardano l’intera Sicilia. Per la partecipazione alla Bit di Milano 2010, la Regione ha speso 226 mila euro + iva per lo spazio espositivo di 1.239 mq”. Lo ha annunciato l’assessore regionale Nino Strano rendendo noto il bilancio complessivo della presenza della Regione alla Bit, come è stato chiesto da maggioranza e opposizione.
“Nell’ufficio stampa dello stand, oltre ai giornalisti siciliani –dice il comunicato- si sono accreditati giornalisti di 20 testate nazionali del settore turistico, e numerosi media, da Rete 4 alla Tv russa. 93 i tour operator siciliani che si sono accreditati alla Bit per propagandare i loro pacchetti, versando ciascuno la somma di 240 euro, e hanno complessivamente avuto modo di incontrare ben 270 buyer (operatori della domanda) sui quasi 500 presenti in tutta la Bit, in molte occasioni proprio nello spazio workshop appositamente allestito per la prima volta nello stand Sicilia”.
Le cifre riguardano soltanto lo stand della Regione siciliana. “Non è possibile quantificare –si legge nel comunicato- quanto stanziato dalle sette province regionali (escluso Enna e Agrigento) presenti alla Bit con proprio stand, cosi come dai diversi comuni siciliani, e questo nonostante l’assessore in un’apposita riunione convocata -alla quale si è presentato solo il presidente della provincia di Messina- l’assessore Strano avesse, con insistenza, richiesto: “una rappresentazione unitaria del sistema turistico siciliano”. Alla Bit è stato anche presentato un portale che unisce l’offerta complessiva, sia turistica che ricettiva, dei siti Unesco, da Caltagirone, a Noto, alle Eolie, a Siracusa. Nel comunicato dell’assessorato regionale al turismo non si fa alcun cenno al Consorzio Etna-Taormina che, ormai da diverso tempo, gestisce un portale Internet tramite il quale promuove il turismo di una grande porzione del territorio siciliano, quello che va dall’Etna alla Valle dell’Alcantara, da Giardini Naxos e Taormina sino alla valle dell’Agrò. Con lo stesso portale è possibile anche prenotare posti letto in tutte le strutture della zona, vale a dire qualcosa come 250 tra alberghi, pensioni e B&b. “Nei prossimi giorni – ha comunicato Strano – mi confronterò con il presidente Lombardo per valutare al meglio la nuova programmazione”. E Taormina?  Resterà con il Consorzio? Ma se così sarà, bene farebbero gli amministratori e gli operatori taorminesi a guardare con più attenzione all’ente presieduto dall’ex sindaco Mario Bolognari.

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