Messina. Il rettore Tomasello: ”Sostegno a Pecoraro dg del Policlinico per il ripristino delle regole di governance”

MESSINA – Le dichiarazioni del direttore generale Giuseppe Pecoraro sul clima attuale al Policlinico Universitario, per la gravità dei fatti denunciati che esulano dai rapporti con la Facoltà, suscitano tuttavia grave preoccupazione nell’Università.
Il Rettore, Francesco Tonasello, promotore della designazione del dott. Pecoraro a commissario straordinario e poi proponente dello stesso al primo posto della terna trasmessa al governatore della Regione On. Raffaele Lombardo, che lo ha nominato direttore generale, ”riconferma l’incondizionato sostegno alla sua opera di riorganizzazione e di ripristino delle regole di governance del Policlinico”.
Il rettore è altresì convinto che il ”deprecabile ostruzionismo di pochi non possa e non debba danneggiare gli sforzi della stragrande maggioranza degli operatori e della comunità universitaria impegnata, con grande sacrificio, in una faticosa opera di miglioramento degli standard qualitativi. Verso quei pochi che in tempi recenti hanno vagheggiato un ritorno a privilegi autoreferenziali e che ritengono di poter strumentalizzare una fase di razionalizzazione interna con i conseguenti inevitabili disagi, non vi può essere alcuna tolleranza”.
”Si è purtroppo accreditata- rileva il rettore Tomasello – in innumerevoli circostanze, la tesi che il Policlinico “G. Martino” sia ancora struttura a gestione diretta dell’Università. Dal 2001, invece, esso ha assunto la denominazione di Azienda Ospedaliera Universitaria “Policlinico G. Martino” ed ha acquisito una personalità giuridica distinta dall’Università di Messina. A seguito del protocollo di intesa stipulato con la Regione Siciliana, gli atti di indirizzo, di intesa e di concerto dell’Università riguardano materie specifiche ben definite dal D. Leg.vo 517/99. Tutti gli atti gestionali sono stati e sono – aggiunge il prof. Tomasello – di stretta pertinenza dell’Azienda e dei suoi organi di direzione. Alla luce di queste realtà consolidate ormai da ben nove anni, appare singolare che in molte vicende gestionali e perfino in questioni strettamente sanitarie, anche con riferimento a problemi medico-legali, sia impropriamente chiamata in causa l’Università degli Studi. Già in passato, l’Università ha avuto modo di chiarire questi aspetti con note ufficiali e dovizia di documentazione. Evidentemente, tutto ciò non è stato ancora sufficiente a sconfessare una erronea convinzione”.
”Nell’affermazione del dott. Pecoraro che le attività didattico-scientifiche possano essere “una foglia di fico”, si coglie evidentemente il riferimento ai pochi casi di improduttività scientifica, ormai documentati e pubblici. Siamo certi – aggiunge il rettore – che il direttore generale avrà modo di chiarire ancora meglio all’opinione pubblica la scontata verità che la formazione e la ricerca di qualità sono un valore insostituibile per lo sviluppo del Policlinico”.
”L’Università condivide in pieno la missione sociale e professionale del Policlinico, sostiene l’opera di risanamento anche finanziario rispetto al gravoso disavanzo del recente passato che avrebbe inciso profondamente sul bilancio dell’Ateneo. Riafferma inoltre con vigore la sua competenza sui processi formativi e sulla ricerca. In questa nuova dimensione – incalza il rettore Tomasello – non è stata né può essere estranea alle modalità con le quali si attua l’integrazione fra attività assistenziale e attività didattico-scientifica. Coerentemente con questo disegno di grande profilo istituzionale, l’Università invita la sua comunità alla più attenta vigilanza, in sintonia con la direzione generale, contro ogni tentativo rivolto a screditare l’immagine e l’impegno al servizio dei pazienti e degli studenti.
”Nel momento in cui l’Università sta varando un grande progetto di sviluppo scientifico-tecnologico sulla Medicina clinica e sulle Biotecnologie, che fa perno giustamente sulla produttività scientifica, nella stagione in cui irrompe nello Statuto di Ateneo – conclude il prof. Tomasello – la figura del docente scientificamente attivo, è evidente che non vi può essere più spazio per facili demagogie e indulgenze corporativistiche. Il rapporto tra Università e Azienda non può che essere un continuo confronto costruttivo finalizzato alla ricerca di soluzioni condivise. Incomprensioni che si sono potute determinare con la Facoltà di Medicina e Chirurgia sono fisiologiche e saranno certamente e facilmente superate con le istituende Commissioni Università-Azienda per la predisposizione dell’Atto Aziendale e per la regolamentazione dei reciproci rapporti sulle questioni strategiche. A queste Commissioni parteciperanno il Preside ed autorevoli componenti della Facoltà”.

Le dichiarazioni del direttore generale del Policlinico.

Il direttore generale Pecoraro ieri, durante i lavori congressuali della Flc Cgil, aveva manifestato le sue preoccupazioni sulla situazione che si riscontra al Policlinico: «Ho cercato di portare le regole – sostiene – laddove non ce n’erano, prima nelle vesti di commissario straordinario (dal marzo 2008) e poi in quelle di direttore generale, nominato da Raffaele Lombardo nell’agosto scorso. Sono arrivato a Messina – ha aggiunto – con la certezza che la situazione fosse molto complicata, soprattutto sul piano della certezza delle regole e dei diritti. Sono arrivato senza nessun vincolo, se non quello di far bene. Pochi giorni fa – evidenzia Pecoraro – dei vandali hanno devastato il reparto di Chirurgia; sempre pochi giorni fa è stato accertato che nel solaio del reparto di Ortopedia era stato collocato materiale plastico che aveva provocato infiltrazioni nella sala operatoria; e soprattutto questa mattina, arrivando in ufficio, ho appreso che nel fine settimana un dipendente di quest’azienda è stato arrestato con l’ipotesi di mafiosità. Sono tutti episodi significativi del clima che c’è in quest’azienda: un bruttissimo clima, che purtroppo non si è modificato in questi due anni. Appena sono arrivato, ho iniziato una lunga stagione di confronto con i sindacati. In questa azienda il rispetto dei contratti nazionali di lavoro non era assolutamente una prassi. Dunque mi sono posto un primo obiettivo: creare un sistema di regole laddove regole non ce n’erano. E purtroppo devo dire che il sindacato è stato parte attiva nel creare questa carenza. Il mio secondo intervento è stato mettere mano a tutti i contratti di fornitura di beni e servizi, caratterizzati fino a quel momento quantomeno da una scarsa economicità nei confronti dell’azienda, con vantaggi enormi nei confronti delle ditte appaltatrici. Ho messo mano all’assetto organizzativo dell’azienda. Qui ci sono state delle “contraddizioni” con il preside della facoltà di Medicina, il quale mi ha accusato del mancato coinvolgimento della facoltà stessa: le abitudini erano ben altre, lo comprendo, così come comprendo che averle cambiate non ha soddisfatto qualcuno. Ho avuto contro tutti, dai sindacati al Comune fino a quei portatori d’interessi che la sera parcheggiavano dentro il Policlinico per poi rubare la notte i macchinari. Sono convinto – rileva Pecoraro – che non ero matto quando ho preso questa decisione e ho continuato in questa direzione. Così come non ero matto quando mi sono reso conto, al mio arrivo, che c’erano tutte le condizioni per stabilizzare il personale precario. Ciò che mi stupisce è che l’ovvio diventa motivo di scontro. Qualcuno pensa che io non capisca le regole del gioco, la verità è che non le condivido. Il vero problema – secondo Pecoraro – è che si perde troppo spesso di vista la centralità del paziente. Non sono mai stato chiamato a discutere dei pazienti, al centro ci sono sempre stati i dipendenti.Al Policlinico c’è un grande problema – ha concluso il direttore generale – il posizionamento dell’etica professionale che va rivisto e ridiscusso. Abbiamo un tasso d’assenteismo grave, l’invito che faccio ai sindacati è di cominciare ad affrontare le questioni del funzionamento dell’azienda, rispetto agli esiti di sanità e di salute che quest’azienda ha il dovere di dare. C’è bisogno di una grande scossa, di una rivisitazione del modo di stare di ognuno di noi dentro quest’azienda. Didattica e ricerca sono importanti, per carità, ma non possono essere la foglia di fico rispetto ad una sanità che non funziona”.

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