Scaletta. Torrente Racinazzi, il Genio Civile insiste: “Il ponte va demolito”

SCALETTA ZANCLEA – Il Genio Civile ha replicato a muso dura alle nota del dirigente della Provincia regionale, Giuseppe Celi, che aveva difeso la realizzazione del manufatto in cemento armato per consentire l’attraversamento del torrente Racinazzi sulla Sp32, che collega Scaletta a Scaletta Superiore. Un’opera realizzata dalla Provincia proprio per evitare l’isolamento del borgo dopo l’alluvione del 1. ottobre ma contestata dal Genio Civile che ne aveva chiesto l’immediata demolizione. Ieri l’ingegnere capo Gaetano Sciacca ha ribadito che per la realizzazione del manufatto non sono stati rilasciati i necessari pareri tecnici e che i lavori in questione “rappresentano grave pregiudizio per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità sia per coloro i quali utilizzano tale attraversamento che per l’abitato e le relative infrastrutture di valle”. Secondo il dirigente del Genio Civile, infatti, nulla esclude che “al ripetersi di eventi anche di minore intensità a quelli dell’ottobre 2009, le citate opere, data la anomala collocazione e inadeguata tipologia costruttiva, possano rappresentare un possibile sbarramento al deflusso delle acque torrentizie e al notevole materiale detritico presente lungo le sponde, contribuendo alla formazione di un “effetto diga”, le cui ripercussioni potrebbero far ripetere quanto già accaduto nel medesimo corso d’acqua”. Da qui il reiterato invito a demolire l’opera.

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