Messina. Mancata attuazione dei distretti socio-sanitari, la Cisl: penalizzati cittadini e lavoratori

MESSINA – “E’ indispensabile un intervento a livello regionale, una vera assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti. Si deve operare con prontezza per la soluzione del problema della mancata attuazione dei piani di zona in tutti quasi i distretti socio sanitari, nella consapevolezza delle ripercussione negative nell’intero sistema di welfare”. La Cisl di Messina rilancia l’appello per la programmazione dei servizi previsti dai Piani di Zona. In Sicilia, ad oggi, risultano approvati solo 3 Piani di Zona, relativi alla triennalità 2010-2012, presentati entro la scadenza prevista, lo scorso 30 giugno 2009, e in forma completa. Si tratta dei Distretti di Corleone in provincia di Palermo, di Nicosia in provincia di Enna e Milazzo in provincia di Messina su un totale di 55 Distretti.
“La situazione è certamente critica – spiegano il segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese, e la componente della segreteria Mariella Crisafulli – si rischia di compromettere sia i servizi essenziali resi alle famiglie che hanno a carico anziani, diversamente abili, minori sia di quanti operano in questo settore: centinaia di posti di lavoro di operatori specializzati rischiano di essere cancellati”.I tempi previsti per l’attuazione dei Piani, per i quali dopo la presentazione sono stati richiesti dall’Assessorato regionale chiarimenti e che necessitano di modifiche ed integrazioni, sono lunghi. L’iter procedurale prima di ottenere l’approvazione definitiva, infatti, è ancora in itinere.
 “In provincia di Messina – affermano  – è stato approvato solo il Piano di Zona del Distretto di Milazzo, bocciato quello del Distretto di S. Agata Militello, mentre per gli altri tutti presentati con notevole ritardo rispetto alla scadenza, l’Assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali sta procedendo all’esame dei documenti di programmazione socio-sanitaria in ordine cronologico, secondo la data di presentazione”.
Nel merito:
• Distretto D25 Lipari – Presentati all’Assessorato regionale i chiarimenti richiesti  in merito ad osservazioni e rilievi. La valutazione è in itinere.
• Distretto D26 Messina – Come già comunicato con nota n. 15 del 28/01/2010  il Piano è stato restituito al Distretto in quanto l’intera progettualità presentata va interamente rivista.
• Distretto D27 Milazzo – L’unico approvato della provincia di Messina, procederà a breve a pubblicare i bandi per l’affidamento dei servizi secondo gli interventi previsti dal PdZ 2010-2012.
• Distretto D28 Barcellona – Presentati all’Assessorato regionale i chiarimenti  richiesti in merito ad osservazioni e rilievi. La valutazione è in itinere
• DistrettoD29 Mistretta – Presentati all’Assessorato regionale i chiarimenti  richiesti in merito ad osservazioni e rilievi. La valutazione è in itinere.
• Distretto D30 Patti – Deve ancora fornire i chiarimenti richiesti dall’Assessorato
• Distretto D31 S. Agata Militello – Bocciato per mancanza del cofinanziamento da parte dei Comuni facenti parte del Distretto.
• Distretto D32 Taormina – Presentati all’Assessorato regionale i chiarimenti  richiesti in merito ad osservazioni e rilievi. La valutazione è in itinere
“La preoccupazione che come Sindacato abbiamo espresso quasi un anno fa, all’avvio dell’iter procedurale che avrebbe portato alla programmazione triennale dei Piani di Zona, si è rivelata più che fondata – rilanciano Tonino Genovese e Mariella Crisafulli – questioni importanti come l’assistenza sociale, pilastro fondamentale della civile convivenza di una comunità, vengono  trattati dalla politica con superficialità o marginalità, recando danni gravissimi ai cittadini che non vedono così soddisfatti  i loro bisogni primari.  La nuova programmazione che doveva avviarsi il 1° gennaio 2010 è ormai seriamente compromessa e la mancanza di continuità fra la vecchia e nuova programmazione porterà ad una sostanziale contrazione o sospensione dei servizi. Tale circostanza è certamente intollerabile in una situazione in cui già le persone con disabilità e le loro famiglie soffrono comunque di una carenza generale di servizi con conseguenze spesso drammatiche e comunque contrarie sia allo spirito della Legge sia al rispetto dei diritti fondamentali umani e sociali delle persone”.

 

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