Taormina. Turismo, per fronteggiare la crisi serve una sinergia imprenditori-amministratori

Giuseppe Monaco

TAORMINA – A leggere le ultimissime dichiarazioni degli operatori turistici di Taormina si rischia di restare quantomeno allibiti, se non sconcertati. Si apprende, infatti, che –dice la Confindustria- Turismo-  “Nel 2010, il turismo potrebbe segnare un parziale recupero ed il mantenimento delle quote di mercato, a condizione che, in sinergia, pubblico e privato, facendo sistema, si attui una programmazione attenta e seria del territorio, per un turismo di qualità”. Qualcuno, a quanto pare, ha scoperto l’acqua calda. Dice, infatti, che per fronteggiare la crisi che attanaglia Taormina da almeno due anni, è necessario mettere insieme le esperienze e le forze di Palazzo dei Giurati e degli imprenditori. Bisogna, insomma, “fare sistema”. Non c’era proprio bisogno di compilare corposi dossier e indire conferenze stampa per accertare queste cose. Concetti che vengono proposti, alla città ed agli organi provinciali regionali e provinciale, da almeno una diecina di anni. Nel 2010, quando, i buchi sono diventati voragini, a qualcuno sono tornati  in mente argomenti stantii e mai affrontati in maniera seria. Gli imprenditori di Confindustria propongono: “sviluppo ed occupazione anche in bassa stagione, rendere agibile il Palazzo dei Congressi”. Colpisce il fatto che, proprio gli albergatori, auspicano: “Soluzioni studiate ed innovative per adeguarsi alle richieste di mercato, con particolare attenzione al rapporto qualità-prezzo”. Chi deve preoccuparsi di questi fatti? Forse, proprio i professionisti dell’ospitalità? Per esempio, i soci della Confindustria-Turismo? Non c’è dubbio che (in sinergia) il Comune dovrebbe riuscire ad assicurare servizi pubblici di qualità.  Mancando le due cose, invece, Taormina –lo dicono gli operatori- rischia di perdere la sua rendita di posizione. Come dire che non si può più pensare di vivere guardando al passato, ai traguardi raggiunti tanti anni fa.  Ora è tempo che politici ed amministratori inizino a fare sul serio. A questo proposito, dove è andata a finire la proposta di indire una “conferenza generale, pubblico-privato” per analizzare la realtà attuale e studiare quanto c’è da fare per fronteggiare la crisi che ha portato ad un deficit che, per capire meglio, può essere così riassunto: nel 2006 Taormina poteva contare su un milione e 57 mila presenze; nel 2009 è scesa a 799.695. Ha cioè perso il 25 per cento del suo patrimonio.  Vuol dire, almeno, 4 milioni di euro di fatturati. Di fronte a questa situazione, Confindustria, propone:  la messa in funzione definitiva del Palacogressi ed il porto turistico. L’acqua calda appunto, proprio come la sistemazione definitiva dei parcheggi pubblici, ad iniziare dal collegamento stabile (ascensori, tappeti mobili, cremagliere?) del Lumbi con il centro storico, la realizzazione di bagni pubblici. Confindustria chiede, anche, (addirittura) un intervento della Regione. Parla anche di “comprensorio” e, di conseguenza dell’attuazione pratica del comparto turistico di Taormina. Intanto, però, chi dovrebbe pensare a non far chiudere gli alberghi e gli esercizi pubblici nel periodo invernale? Forse basterebbe, almeno come tentativo, un pizzico di coraggio imprenditoriale. Certo è che, amministratori, politici, organizzazioni sindacali ed, appunto, imprenditori, commercianti ed albergatori, (che non sono riusciti a far sentire la loro voce a Palermo ed a Messina) hanno, sinora, perso tempo o non hanno saputo lavorare. E’ tempo, perciò, di recuperare, fare le cose serie  e sul serio, mettere in atto intendimenti, redigere progetti e richieste. Perché non più possibile abbandonarsi alle parole, cioè alla sterile polemica ed allo scarica barile.

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