Messina. La Procura apre un’inchiesta su un dipendente comunale che aveva appeso in ufficio una foto di Totò Riina

MESSINA – Al posto del crocefisso o di qualche figurina di santi, un dipendente del Comune di Messina, S. R., aveva preferito appndere alla parete del suo ufficio un ritratto i Totò Riina, ritagliato da un giornale. E per vederci chiaro e anche per meglio capire la personalità dell’uomo, la Procura ha ritenuto opportuno aprire una inchiesta e aprire un fasciolo sull’impiegato ”simpatizzante” del boss. Interrogato dalla polizia il dipendente comunale ha detto che non intendeva inneggiare la mafia e ha chiesto scusa alle istituzioni, compresa la categoria dei giudici. ”Il mio gesto – ha aggiunto – è stato conseguenza di un momento di sconforto, conseguenza di alcuni problemi con la giustiza. Non ce l’avevo con tutti i magistrati ma con quelli che sono coinvolti in gravi vicende giudiziarie”.

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