Messina. Intimidazione mafiosa al magistrato della Dda Vito Di Giorgio. La polizia però smentisce

MESSINA – Quattro bossoli calibro 6,35 sarebbero stati lasciati accanto all’auto del magistrato della Dda di Messina, Vito Di Giorgio. L’auto era parcheggiata sotto casa sua, sulla Panoramica dello Stretto. A fare la scoperta sarebbe stato lo stesso magistrato nel momento in cui stava accompagnato la figlia a scuola. Il condizionale è d’obbligo perché la Squadra mobile smentisce l’episodio dell’intimidazione, che risalirebbe a diveri giorni addietro. Secondo gli inquirenti quei bossoli sarebbe stati sparati per festeggiare il Capodanno. Il magistrato antimafia, a cui stato assegnato un servizio di sicurezza, ha condotto, fra l’altro, le indagini che hanno portato proprio oggi al sequestro di beni per un valore complessivo di 500 mila euro al presunto boss di S. Lucia del Mela, Pietro Nicola Mazzagatti. Il pm ha svolto indagini anche su reati contro la pubblica amministrazione. Intanto la triplice sindacale messinese e il senatore dell’Udc, Gianpiero D’Alia, componente nazionale dell’antimafia, hanno fatto pervenire al magistrato attestati di solidarietà.

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