S. Teresa di Riva. Si dimette il Cda della Società per lo sviluppo delle Valli ioniche e dei Peloritani

Carmelo Caspanello

S. TERESA DI RIVA – Il Nuovo Consiglio d’amministrazione dell’”Agenzia di sviluppo delle Valli Joniche dei Peloritani Spa” ha rassegnato, in blocco, le dimissioni, irrevocabili. Il presidente Alberto Morabito, sindaco di S. Teresa di Riva e i due componenti il Cda, Gianni Miasi e Fabio Di Cara, rispettivamente primi cittadini di Roccalumera e Forza d’Agrò, hanno gettato la spugna appena 18 giorni dopo la nomina, avvenuta lo scorso 8 gennaio. L’atto è stato ufficializzato ieri sera durante una riunione di Giunta dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani. L’Agenzia rappresenta il braccio operativo dell’Ente sovra comunale, l’Unione, che abbraccia ben 12 paesi dell’hinterland, ed il suo presidente pro tempore, attualmente il sindaco di Savoca, Nino Bartolotta, ne è il socio unico. E’ stato proprio Bartolotta, in seguito all’assemblea ordinaria dei soci, a nominare all’inizio dell’anno i componenti del Cda, che ha sostituito il precedente Consiglio d’amministrazione i cui membri (il presidente Andrea Ceccio, il vice Vincenzo Faraone e Giorgio Foti), tutti tecnici, si erano a loro volta dimessi alla fine del 2009. Si è passati ad una composizione ed una guida politica del Cda, che avrebbe dovuto aprire “un nuovo ciclo”, secondo quanto dichiarato poco meno di un mese addietro dai sindaci dell’Unione. Morabito, Miasi e Di Cara si erano già messi al lavoro, ma “dopo attenta e collegiale riflessione” hanno rassegnato “irrevocabilmente le dimissioni da presidente e da Componenti il Consiglio d’amministrazione della società di sviluppo delle Valli Joniche dei Peloritani Spa”. Nella lettera, inviata al presidente dell’Unione Nino Bartolotta, al presidente del Collegio sindacale della Società e ai suoi componenti, Grazia Pappalardo, Vincenza Famulari e Giuseppe Leonardi, i dimissionari hanno detto che “appare opportuno valutare l’eventualità che l’Unione si doti di strumenti più agili ed efficaci in relazione agli obiettivi da raggiungere, non ultimo attraverso  la costituzione di un organismo statutariamente più idoneo”. Il tutto anche in virtù “dell’ obiettiva difficoltà di intervenire in modo efficace e tempestivo, alla luce dei tempi necessariamente brevi,  che l’imminente pubblicazione dei bandi Por 2007-2013 impone sulla elaborazione di una concreta attività preparatoria”.

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