”Per Messina nuove linee di turismo religioso”, convegno su storia, cultura e identità di un luogo e di un popolo

MESSINA – Si è concluso il convegno “Per Messina, nuove linee di turismo religioso” promosso dal centro studi Figlie del Divino Zelo e dall’Istituto storico Annibale Maria di Francia.
L’evento, orientato alle celebrazioni dell’anno Franchigeno, nella nostra città si è aperto con una visita guidata del Monastero della chiesa dello Spirito Santo e del suo affascinante chiostro, recentemente restaurato. L’esperto Giacomo Sorrenti ha guidato gli studenti del Liceo artistico e scientifico Canonico Annibale Maria Di Francia, e i numerosi visitatori, negli storici locali della Casa Madre delle Figlie del Divino zelo di Messina.
Il convegno è stato moderato dalla dott.ssa Milena Romeo che ha, così, introdotto il tema: “Il senso della giornata e del convegno è quello di dare suggerimenti, suggestioni, indicazioni alle Istituzioni e alla cittadinanza sulla rarità di alcuni segni del patrimonio messinese che devono portare ad una politica di interventi concreti e di programmazione in funzione della nascita di una rete di collegamento tra le realtà museali e i beni artistici ed ecclesiastici presenti nella città di Messina e nella sua provincia. Sottolineo – ha continuato – che la storia e la cultura che costituiscono l’identità di un luogo e di un popolo possono creare sviluppo per tutta la città”.
Milena Romeo, fondatrice dell’associazione “Carà Beltà”, da anni si occupa della promozione turistica della nostra città ideando e proponendo percorsi turistici legati ai due santi messinesi più conosciuti: Sant’Annibale Maria Di Francia e Sant’Eustochia Smeralda Calafato, è consulente della Rete regionale dei santuari presieduta da Padre Mario Magro. Molto interessante l’intervento dell’architetto Nino Principato che ha descritto il ruolo centrale di Messina nel Mediterraneo come luogo di sosta, soprattutto nell’alto Medioevo, per i pellegrini che si muovevano alla volta di Gerusalemme, Roma e Santiago de Compostela.
“Messina – ha ricordato – per accogliere questo flusso umano e per sostenere i crociati edificò ricoveri, strutture di ospitalità e di assistenza, e luoghi di culto. Messina fu sede di tre Ordini cavallereschi: I Cavalieri Templari con la Domus Templare presso il monastero benedettino della Valle Josafat, (oggi Casa dello Studente in via Cesare Battisti). I Cavalieri Gerosolimitani con la Domus Templare presso i Complesso San Giovanni Battista (oggi San Giovanni di Malta nell’omonima via). E infine i Cavalieri Teutonici con la “DomusTemplare” presso la chiesa e ospedale di S. Maria Alemanna, nei pressi di via Garibaldi”.
L’architetto Principato, con dovizia di particolari, ha ripercorso le tappe principali della tratta siciliana della via Franchigena (230 km. di cammino tra i sentieri siciliani) che passava da Messina, citando quei siti e complessi artistici come la Chiesa della Badiazza (nel torrente omonimo) che erano tappa obbligatoria dell’itinerario dei pellegrini.
La sua articolata e dettagliata relazione ha documentato un segmento della storia illustre di Messina e una centralità della stessa nelle rotte commerciali, culturali, religiose nel mediterraneo.
Suor Daniela Pilotto, coordinatrice dell’evento, ha poi descritto alcune delle opere fondate e generate da S. Annibale che ricadono in paesi come S.Pier Niceto che erano luoghi di passaggio della antica via franchigena, e Graniti. Ha inoltre citato quei luoghi come il complesso dello Spirito Santo importantissimi nella geografia dei Rogazionisti e delle F.D.Z. ma che , allo stesso tempo, hanno una radice storico-artistica rilevante: come le “camerelle”, oggi visitabili nell’Istituto dello Spirito Santo, i resti dell’antico monastero dei cistercensi o la cripta sottostante la stessa chiesa che rivestono un interesse culturale e storico rilevante per la storia della città.
“Auspico – ha sottolineato la religiosa, già Madre superiore della Casa Madre di Messina – che il patrimonio storico che ricade nell’ambito delle due congregazioni sia sempre più valorizzato, reso fruibile, inserito nei circuiti di turismo religioso di cui la città può proporre percorsi e tesori”. Ha poi tracciato un binomio di equivalenza fra Padre Annibale e la città di Messina, innamorato della sua città e artefice di importanti azioni di restauro, di conservazione di alcuni luoghi destinati a perdersi per l’incuria umana o per calamità naturali.
Tra gli interventi della giornata sono da registrare quello dell’assessore alle politiche culturali della Provincia Mario D’Agostino che ha dato la disponibilità dell’Ente sovracomunale per la produzione di strumenti di valorizzazione del patrimonio a fini del turismo religioso, impegnandosi alla costituzione di un tavolo tecnico tra Istituzioni e il mondo associativo per la promozione dei Beni culturali legati alla fede. L’on. Giovanni Ardizzone, vice sindaco e assessore comunale alla Cultura ha condiviso l’iniziativa proponendo il Comune come capo-fila di una rete di soggetti pubblici e privati impegnati a condividere le proprie risorse, per un azione efficace di cultura di appartenenza alla città. L’On. Ardizzone ha anche descritto l’importanza degli investimenti sin qui realizzati in ambito culturale, quali la “Notte della cultura” del 2009 e della prossima, che vede al suo interno anche l’apertura notturna del museo Avignone e il chiostro dello Spirito Santo. Il consigliere provinciale Giuseppe Rao ha sottolineato l’importanza di una promozione adeguata dei siti culturali messinesi in chiave di promozione turistica ed economica della città. “La cultura – ha detto – può contribuire alla nascita di realtà imprenditoriali che favoriscono lo sviluppo del territorio”. Ha ribadito, inoltre, il ruolo centrale della politica e delle amministrazioni nell’adeguamento delle strutture urbanistiche e ricettive di Messina per i futuri flussi turistici.
Sono intervenuti, in chiusura, il sindaco di S.Pier Niceto Franco Pitrone, quello di Graniti Marcello D’Amore e il funzionario del settore turismo della provincia Gerry Gambino.

Probabilmente agli illustri ospiti del convegno sarà  sicuramente sfuggito che Alì Terme vanta una Beata, la salesiana suor Maddalena Morano. Nessun cenno a questa importante ”presenza”. Una svista?

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