Scaletta Zanclea. Dopo l’alluvione, il Comune rischia anche il dissesto economico. Sos del sindaco a Lombardo e Berlusconi

Carmelo Caspanello

SCALETTA – Dopo l’alluvione dell’1 ottobre, al Comune di Scaletta Zanclea sta per abbattersi un’altra “tempesta”. Stavolta, però, di natura economico-finanziaria. L’Ente locale rischia il dissesto. E’ sull’orlo del baratro.  E per evitare che la situazione precipiti, il sindaco, Mario Briguglio, ha inviato un dettagliato documento al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, all’assessore alle Autonomie locali e al presidente del Consiglio Berlusconi con il quale viene chiesto “un intervento straordinario per dissesto finanziario annunciato a causa dell’alluvione”. Il Comune di Scaletta versa già da anni in una condizione di grave disagio economico e ciò è evidenziato dai consistenti disavanzi dal 2005 ad oggi. Il Consuntivo 2009 è ancora in fase di stesura. Non è stato ancora approvato “ma già – spiega il primo cittadino – si evince un disavanzo pari a 179mila euro. Oltre a debiti fuori bilancio già riconosciuti per 198mila e 492 euro e debiti fuori bilancio presunti (in corso di riconoscimento) per un altro mezzo milione di euro”. Di qui la richiesta di un intervento “straordinario ed urgente da parte degli organi competenti, al fine – scrive il sindaco Mario Briguglio – di evitare che, al disastro sociale causato dal tragico evento calamitoso, si vada ad aggiungere il collasso economico dell’ente.  Con la conseguente impossibilità di poter affrontare l’emergenza che è propria di un tessuto sociale allo stremo e di soddisfare i bisogni di una cittadinanza che chiede con forza interventi da parte delle istituzioni locali, regionali e nazionali”. Per l’ente locale si profila l’impossibilità di poter gestire persino l’ordinaria amministrazione “con il rischio che molti dipendenti comunali – sostiene il sindaco – dopo aver subìto la perdita della casa nel corso del tragico evento, subirebbero la beffa della mobilità e del trasferimento in sedi lavorative lontane da Scaletta vedendo così incrementati, anziché alleviati, i disagi. E lo stesso ente verrebbe privato di preziose competenze tanto utili in questo momento”. Il primo cittadino ricorda gli eventi (frane, alluvioni e smottamenti) che negli ultimi anni hanno martoriato il territorio. E la messa in vendita di beni comunali che avrebbero consentito di avviare il cammino per ripianare il disavanzo. Ma l’ “affare” è saltato, perché la ditta che avrebbe dovuto acquistare gli immobili è stata messa in ginocchio dall’alluvione dell’1 ottobre e non ha più risorse.

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