Taormina. Tante incertezze sull’organizzazione del Carnevale. Cilona: “Aspettiamo risposte”. Il sindaco: “Sarà una festa internazionale”

TAORMINA g. m.) – Si farà festa, baldoria, si faranno follie nel corso del Carnevale che, quest’anno, si “celebrerà” nei giorni dall’11 al 16 di febbraio? Non si sa ancora. L’amministrazione comunale non ha deciso nulla a proposito. Non ha deciso se offrire ai cittadini occasioni di svago. Si conoscono solo alcune prese di posizione. Per esempio, l’ex assessore al Turismo ed oggi esponente di minoranza, Salvo Cilona del Pdl, dice: “Ho chiesto, ufficialmente, agli amministratori cosa intendono fare. Dall’assessore Vittorio Conti ho avuto solo risposte vaghe. Non si capisce, però, perché il Carnevale debba essere affidato all’assessore Conti e non all’assessore al Turismo Italo Mennella. Pare, però, che il sindaco abbia chiesto proprio a Conti di interessarsi del Carnevale. Sinora, non ho ricevuto notizie certe. E’ vero, però, che Taormina avrebbe bisogno di un segnale, di una qualche iniziativa capace di svegliare l’ambiente che a causa della crisi delle presenze è evidentemente depresso. C’è necessità di una scossa e la festa dell’allegria potrebbe risultare utile. C’è bisogno anche di fare qualcosa per interessare i cittadini, invitarli al divertimento anche rispolverando gli appuntamenti che fanno parte della tradizione cittadina. Aspettiamo risposte.  Temo, però, che anche per questo problema l’amministrazione si stia trovando nella confusione. Dimostra di non avere idee”. Pare, invece, che a Palazzo dei Giurati qualcosa si stia preparando. Lo dimostrerebbe una battuta del primo cittadino, Mauro Passalacqua, che, a proposito del Carnevale, ha detto: “Sarà un Carnevale internazionale che richiamerà turisti da tutto il mondo. In molti preferiranno il nostro invece che quello di Rio”. Quella del sindaco deve essere considerata, chiaramente, una battuta. Taormina –soprattutto per motivi economici e per la mancanza di un vero interessamento da parte della Regione-non può permettersi di fare concorrenza alla festa carioca e nemmeno ai carnevali che si organizzano qua e la in Italia e, per restare in Sicilia, ad Acireale e Sciacca. Passalacqua, quindi, ha voluto intendere che, per quest’anno, Taormina può e deve attendersi un Carnevale “paesano”, all’insegna delle tradizioni, una festa fatta per i cittadini, per la gente, soprattutto per i bambini. “Il carnevale –secondo Giuseppe Composto, del Pdl- potrebbe essere la prima tappa dell’anno di un progetto studiato per contrastare la crisi e guardare al recupero. Invece nulla si muove. Questo vuol dire che un eventuale programma anti recessione è ancora allo studio. Almeno così spero. Non resta che guardare alla Pasqua ma, in ogni caso, bisogna non perdere tempo. Aspettiamo che l’amministrazione comunale cominci ad interessarsi in maniera attiva e decisa della crisi che ha investito l’intera economia turistica. Se non si può o non sa iniziare con il Carnevale si pensi all’imminente primavera”. Certo è che, a meno di un mese dal martedì grasso 2010 non è possibile attendersi per il Carnevale nulla di particolare, nessun evento. Carnevale di quest’anno non avrà di certo alcuna valenza sul piano turistico. Non richiamerà folle di curiosi e di visitatori. Servirà, forse, per determinare occasioni tali da consentire ai taorminesi, alle famiglie di ritrovarsi in strada per un qualche gioco, uno scherzo. Nello spirito proprio del Carnevale. “Speriamo, almeno, che sia proprio così”, commenta Cilona.

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