Scaletta. Il sindaco Briguglio: “Lo Stato non ha ancora fatto nulla, superata l’emergenza attendiamo la messa in sicurezza del territorio”

SCALETTA ZANCLEA – “La visita di lunedì scorso del presidente della Conferenza episcopale italiana, il Cardinale Angelo Bagnasco, ha fatto percepire la vicinanza della chiesa alla popolazione colpita dall’alluvione del primo ottobre. Adesso attendiamo di avvertire allo stesso modo la presenza convinta dello Stato attraverso quelle risposte concrete che qui tutti attendiamo”. E’ l’appello del sindaco di Scaletta Zanclea alle istituzioni, che si fa sempre più vibrante con il trascorrere dei giorni. Sono passati quasi tre mesi dalla tragedia. Il paese è ancora in ginocchio. Gli sfollati non conoscono ancora le sorti del proprio futuro. “E’ giunto il momento – taglia corto il primo cittadino – che lo Stato, come ha detto il giorno dell’Immacolata il presidente della Regione Lombardo, faccia la sua parte, che stanzi i 550 milioni di euro necessari per la ricostruzione e la messa in sicurezza dei luoghi”. Al momento si può contare solo su 60 milioni. “Sono i soldi – chiosa Briguglio – giunti per affrontare l’emergenza. Ebbene, la fase emergenziale è finita ma di provvedimenti efficaci non ne abbiamo ancora visti. Tra le priorità – prosegue il sindaco – figurano le barriere parafango all’altezza del torrente Foraggine, epicentro del disastro e della borgata Guidomandri superiore, la frazione fantasma completamente evacuata il giorno successivo al disastro”. Il ritorno a casa degli sfollati non sembra imminente. “Non ho ancora emanato alcuna ordinanza – spiega Mario Briguglio – ma spero di farlo non appena avrò firmato il Piano di protezione civile. Ci sono da sciogliere ancora alcuni nodi. Guidomandri superiore, ad esempio, si trova attanagliata tra due zone cosiddette rosse, dove sarà impossibile ricostruire o fare ritorno a casa. Per il resto, una volta definito il piano di protezione civile, l’ordinanza sarà firmata nel momento in cui saremo sicuri del funzionamento dei servizi, gravemente danneggiati dal nubifragio: fogna acquedotto e pubblica illuminazione”. Non vis sono ancora dati certi ma, secondo quanto riferito dal sindaco, a Guidomandri potranno fare rientro circa cinquanta persone, le cui case ricadono in zona verde. Gli altri 130 sfollati risiedono in abitazioni che insistono nelle aree gialle e viola, dove sono necessari degli interventi di messa in sicurezza prima di poter essere nuovamente fruite. Sempre a Scaletta, attendono risposte (che tardano ad arrivare) altri 350 sfollati, residenti in altre zone del paese.

Leave a Response