S. Alessio. Ripascimento della spiaggia, il sindaco chiede il materiale di risulta delle zone alluvionate

S. ALESSIO – Le prime mareggiate invernali hanno fatto scattare il campanello d’allarme in tutta la riviera jonica. A rischio, soprattutto, i litorali di Sant’Alessio e Santa Teresa. In quest’ultima cittadina, che fino a qualche anno fa sembrava non correre pericoli, la progressiva scomparsa dell’arenile nella zona sud ha «suggerito» all’amministrazione comunale di correre ai ripari. Già pronto un progetto da 30 milioni di euro per «interventi di difesa della linea costiera», sottoposto all’esame dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente. A Palermo, però, tutto tace.
Così come nulla è trapelato sulla richiesta di finanziamento avanzata dall’amministrazione di Sant’Alessio che, invece, allo stesso assessorato, ha presentato il progetto del terzo lotto per la salvaguardia della linea costiera. Uno stralcio da 15,4 milioni di euro che dovrebbe servire a completare la barriera soffolta (mancano ancora 750 metri circa di costa da proteggere) e a fare «rifiorire» quella già realizzata con la collocazione di una nuova fila di massi. «A settembre – spiega il sindaco Giovanni Foti – abbiamo partecipato a un bando di finanziamento, ma ancora non abbiamo avuto alcuna risposta».
E dire che Sant’Alessio è zona a rischio R4, il più alto. L’amministrazione santalessese si sta muovendo su più fronti per cercare di uscire dall’emergenza. Se da un lato si punta al completamento dalle barriera, dall’altro si pensa al ripascimento dell’arenile. La chiave di volta, sotto questo profilo, potrebbe essere l’utilizzo dei detriti fluviali provenienti dalle zone alluvionate di Scaletta Zanclea. Un’idea che piace anche al sindaco Foti che ha già inoltrato richiesta agli organi competenti. Risultato? Una sola risposta: quella (positiva) del Genio civile. Gli altri, Regione e Protezione civile in primis, glissano. «E’ in atto uno scaricabarile che ha dello scandaloso – dice amareggiato il sindaco Foti – perché smaltire quei detriti in discarica ha un costo, così come a noi costa, e parecchio, acquistare la sabbia altrove per portarla sulla nostra spiaggia. Basterebbe semplicemente – chiosa Foti – verificare la compatibilità della sabbia e il gioco sarebbe fatto». Con enormi vantaggi per tutti.

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