Nizza di Sicilia. Concluso il gemellaggio con la cittadina lettone di Priekuli

NIZZA DI SICILIA – La delegazione lettone del Comune di Priekuli ha lasciato Nizza di Sicilia dopo sette giorni all’insegna della più riuscita ed efficace integrazione europea. La festa di commiato si è tenuta nell’aula consiliare del municipio dove, tra il taglio della torta e il tradizionale scambio di doni, i rappresentanti dei due Comuni, con in testa i sindaci Mara Juzupa e Giuseppe Di Tommaso, si sono dati appuntamento ai prossimi mesi, quando una rappresentanza del centro jonico ricambierà la visita recandosi in Lettonia. Sono stati sette giorni intensi, e non solo per la nutrita delegazione – composta da 28 persone – giunta dalla cittadina dell’Est Europa. Gli ospiti lettoni, accompagnati dai componenti del comitato nizzardo di gemellaggio, hanno avuto modo di visitare non soltanto Nizza di Sicilia ma anche i Comuni vicini, come per esempio Alì, Alì Terme e Fiumedinisi, ammirando le bellezze paesaggistiche e architettoniche e toccando con mano le produzioni tipiche artigianali e gastronomiche. Il momento clou ha avuto luogo  all’auditorium comunale, con la firma dell’atto di gemellaggio tra i due Comuni, a cui ha fatto da contorno un seminario sull’integrazione europea. E’ stata l’occasione per discutere di tematiche di grande attualità, incentrate sull’anno europeo della creatività e dell’innovazione, sulla cittadinanza europea attiva e sulle opportunità di finanziamento concesse dall’Ue a favore dello sviluppo delle singole municipalità. L’iniziativa di gemellaggio, basata su un significativo scambio di saperi, rientra nell’ambito del programma comunitario “Europa per i cittadini”. Alla fine parecchio soddisfatto è sembrato il sindaco Giuseppe Di Tommaso: “Questo progetto – ha commentato – ha rappresentato per tutti noi una importante opportunità di crescita umana e culturale. La nostra cittadina, con un’azione concreta e innovativa, ha posto le basi per una collaborazione duratura con un Paese di nuova adesione all’Unione Europea in nome della fratellanza tra i popoli”.

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