Roccalumera. Scontro sui debiti fuori bilancio, il sindaco ribatte alla minoranza

ROCCALUMERA – “Siamo in preda alle esagerazioni”. Esordisce così il sindaco di Roccalumera, Gianni Miasi, alle accuse della minoranza sulla “gestione scriteriata” della cosa pubblica, che avrebbe causato al Comune debiti fuori bilancio per un milione e mezzo di euro. Il primo cittadino ribatte all’opposizione punto su punto: debiti per parcelle legali per 150.000 euro; debiti con la Capitaneria di Porto e Genio Civile per 87.000 euro, per canoni demaniali relativi al lungomare e ad acque pubbliche; debiti legati all’ultima mareggiata (81.600 euro) e verso associazioni e consorzi, superiori a decine di migliaia di euro. E infine, due decreti ingiuntivi dell’Ato rifiuti Me4 per 800.000 euro. “A Roccalumera, come in tutti gli altri comuni siciliani – dice Miasi – abbiamo visto triplicare il costo del servizio di nettezza urbana e dimezzare la qualità: raccolta differenziata da noi non è stata mai fatta, scerbatura e pulizia dei tombini idem. Dovrei pagare 800mila euro, quando con circa 400mila, quanto incassavamo con la vecchia tassa sull’immondizia, avevamo un servizio efficiente e più che decoroso.  Non potevo che contestare le bollette dell’Ato. Comunque sia, ho inviato i documenti alla magistratura, che stabilirà se il Comune dovrà pagare o meno. Un contratto deve essere rispettato da entrambe le parti. Per quanto riguarda i canoni demaniali, ho fatto lo stesso ragionamento. Lo Stato  – incalza il sindaco – da un lato, a ragione, mi costringe a dare i legittimi aumenti stipendiali ai comunali (circa 300mila euro sottratti dal Bilancio comunale). Dall’altro lato, però, mi ha inviato circa 300mila euro in meno di contributi, compresi quelli della Regione, pur dovendo garantire tutti i servizi. Rispetto a tre anni fa, ricevo 600mila euro in meno. E mi si chiedono anche i Canoni demaniali? Non mi sembra giusto”. Spese legali. “C’è un contenzioso di circa 80mila euro – taglia corto il primo cittadino – che risale ai primi anni del 2000, quando non ero sindaco. Stiamo trattando, da persone perbene, per raggiungere un accordo con l’avvocato che allora difendeva il Comune ed ha emesso le parcelle”. La spese per l’ultima mareggiata. “Cosa avrei dovuto fare – si chiede Miasi – dovevo lasciare la sabbia sulla strada? Pagheremo anche questi debiti, fatti esclusivamente per garantire la sicurezza”. Infine, le spese per i consorzi: “Saranno al massimo un paio di migliaia di euro. Grazie ai nostri interventi questi enti hanno ricevuto finanziamenti  per centinaia di migliaia di euro. Se attendono un po’ non è la fine del mondo”.

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