Grioli, Pd: “E’ arrivato il momento di fare la voce grossa affinché la dignità di Messina non venga sepolta insieme alle vittime dell’alluvione “

MESSINA – “E’ arrivato il momento di fare la voce grossa affinché la dignità di Messina non venga sepolta insieme alle vittime dell’alluvione del primo ottobre”. Sono le parole, perentorie, del segretario comunale del Pd, Giuseppe Grioli il giorno dopo la visita del presidente della Regione nei luoghi del disastro dello scorso primo ottobre. “I nostri concittadini – prosegue la nota dell’esponente politico messinese – che da due mesi e mezzo alloggiano in alberghi, prima o poi si stancheranno di ricevere autorevoli visite senza certezza sulle risorse necessarie per la ricostruzione. Hanno dovuto tollerare le dichiarazioni a caldo di Bertolaso; quelle altrettanto improvvide del ministro Prestigiacomo, l’annuncio delle New Town di Berlusconi, ed ancora le cifre, che rimbalzano come promesse, da parte del sindaco di Messina. Ieri nel corso della visita a Messina il Governatore Lombardo ha detto con chiarezza che lo Stato deve fare la sua parte e che ci vorranno circa 500 milioni di euro per la messa in sicurezza dei territori colpiti dall’Alluvione di Messina. Apprezziamo la franchezza ma non basta. Ci siamo sforzati di esercitare il nostro ruolo di forza d’opposizione responsabile e costruttiva in tutte le sedi Istituzionali, ma la misura è colma. Dopo la bocciatura dell’emendamento alla Finanziaria presentato al senato da Udc e Pd, si è consumata l’ennesima umiliazione alla Camera dei Deputati. Il Partito democratico aveva presentato un sub emendamento all’emendamento presentato dal Governo a firma Genovese, con il quale si stanziavano 400 milioni di euro per opere di prevenzione e messa in sicurezza dei territori colpiti dall’alluvione di Messina. Ebbene è ormai noto alle cronache nazionali che l’emendamento del Governo è stato ritirato per essere sostituito con il Maxi emendamento definito da molti come l’assalto alla diligenza. Tale maxi emendamento è stato concepito come Camera di compensazione ove fare confluire tutte le “esigenze” dei parlamentari di maggioranza per far calmare le acque e rendere digeribile un ennesimo voto di fiducia sulla manovra finanziaria. Ma non è questo che scandalizza. Quello che ci deve far arrabbiare è dentro i 250 commi del maxi emendamento. Circa 700 milioni di euro distribuiti in micromisure che vanno dal contributo all’Unione Italiana Ciechi, a quello per il terremoto del Belice di 41 anni fa, dalle associazioni dei combattenti, al Museo Omero di Ancona, dal Centro di Documentazione sulla Cultura Italiana in Istria, ai trasferimenti alla biblioteca Regina Margherita di Monza, nonché 600 mila euro alla Capitale e tanto altro ancora. La domanda è d’obbligo. Ma tra tutte queste mance inserite per accontentare i parlamentari di maggioranza che si sono ridotti a votare solo voti di fiducia, la tragedia di Messina non avrebbe dovuto trovare le risorse per la ricostruzione? In una visione padronale e feudale delle istituzioni a questo punto dovremmo chiederci dove si trovavano i parlamentari di centro destra mentre si spartivano le mance ad associazioni, enti, ed altre micro esigenze? Il Partito Democratico di Messina ha sollecitato la presentazione di un ulteriore emendamento ma l’appello è rivolto a tutte le forze politiche di Governo messinese. E’ ora di mettere da parte le casacche ed esibire la dignità del nostro popolo”.

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