Alluvione. Lombardo: “Abbiamo solo 60 mln di euro a fronte di 500 necessari. Il Governo faccia la sua parte come a Sarno e in Abruzzo”

di Carmelo Caspanello

MESSINA – Verde, giallo, viola e rosso. Sono i colori del futuro di Giampilieri, Briga, Mili, Pezzolo, Itala e Scaletta Zanclea. La mappa dalle tinte “variegate” è stata presentata ieri mattina alla popolazione colpita lo scorso primo ottobre dall’alluvione assassina. Ad illustrarla, il presidente della Regione Raffaele Lombardo coadiuvato dagli esperti che ha nominato nella sua veste di commissario per l’emergenza. Una giornata di festa, quella dell’Immacolata, che il Governatore ha trascorso in mezzo agli alluvionati. Di buon mattino a Mili, prima di mezzogiorno a Itala e nel pomeriggio a Giampilieri. Si guarda al futuro con qualche incertezza in meno. Anche se i dubbi restano e sono ancora tanti. Ad attendere il commissario, durante le sue tappe, vi erano soprattutto gli sfollati (sono oltre 1500), da due mesi in albergo o presso parenti, ansiosi di conoscere il loro destino. Quelli di Scaletta e Itala lo hanno atteso nella “Sala Ausilia”, un locale che fa da spartiacque tra i due Comuni. Un proiettore fissa sul muro le cartine con i risultati dello studio sin qui prodotto dai tecnici. L’attenzione è principalmente puntata sulle zone rosse: lì bisognerà demolire e non sarà più possibile ricostruire. “Vi sono abitazioni che vanno abbattute in quanto sorgono in aree a rischio – spiega Lombardo – o perché ostruiscono corsi di torrenti che vanno ripristinati. La nostra intenzione è di ricostruire a poca distanza. A Giampilieri è stata già individuata un’area. Attraverso una gara il più trasparente possibile, tenteremo di mettere in piedi moderni insediamenti per questa gente che sta subendo gravi disagi”. Nelle aree viola (piuttosto evidenti sia a Giampilieri quanto a Scaletta) la situazione è ancora da definire, si attendono ulteriori riscontri per capire se sarà possibile la completa messa in sicurezza o se, invece, sarà necessario demolire. Nelle zone gialle (dove saranno necessari piccoli interventi) ed in quelle verdi, invece, sarà possibile fare rientro a casa già prima di Natale. “Ma prima di tutto – ribadisce Lombardo – ci devono essere condizioni di massima sicurezza”. I risultati definitivi dello studio illustrato ieri mattina, saranno resi noti sabato.  Al momento vi è tuttavia una certezza, che è anche una priorità: “Gli evacuati dovranno lasciare gli alberghi al più presto – taglia corto il presidente – e andare in abitazioni che saranno prese in affitto. Alcuni appartamenti li reperiranno i sindaci. Altri potranno essere individuati dagli stessi sfollati, ovviamente a spese nostre. Cercando, comunque, di frenare i fenomeni di speculazione che in questi casi si possono verificare”. Il tutto, in attesa della ricostruzione.  Il Governatore ha poi aggiunto che “da domani sarà fatto il punto sulla situazione finanziaria”. Che non è affatto rosea. Anzi. “Abbiamo solo un decimo delle risorse necessarie – chiosa il Governatore – appena 60 milioni di euro a fronte degli oltre 500 che invece servirebbero per far fronte all’emergenza e mettere in sicurezza il territorio. Noi anticiperemo quanto ci sarà possibile – prosegue – ma lo Stato deve fare la sua parte, quella che ha fatto a Sarno e in Abruzzo”. Ad una domanda legata agli emendamenti su Messina “snobbati” alla Camera e al Senato, Lombardo risponde con un sorriso sarcastico: “Guardi, io ho già il problema degli emendamenti alle leggi regionali, non mi faccia pensare anche a questi. Comunque sia – rimarca – emendamenti, Finanziaria o fondi per l’emergenza, ci interessa che lo Stato faccia la sua parte”. Le risorse legate all’assetto idrogeologico del territorio, secondo le indicazioni del Governatore, potrebbero arrivare dai fondi Fas”. Il commissario Lombardo a Messina tornerà molto presto. “E ciò – commenta il sindaco di Scaletta, Mario Briguglio – ci dà la sensazione che l’interesse c’è ed è notevole. Ovviamente le perplessità tra la gente non mancano – prosegue il primo cittadino – e vanno fugate. Ma è fondamentale comprendere, dopo quanto accaduto, che bisogna assumersi responsabilità enormi, soprattutto per quanto riguarda il ritorno a casa degli sfollati. Noi – conclude il sindaco di Scaletta – ci siamo già attivati per individuare delle aree sulle quali realizzare nuovi alloggi”. Briguglio non va oltre. A Scaletta, come a Giampilieri, al di là del verde speranza, nelle mappe illustrate ieri c’è  anche il rosso. Il colore dello sconforto e del futuro incerto. Ma non della rassegnazione.

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