Taormina. Diecimila firme contro la chiusura di Chirurgia generale al “S. Vincenzo”

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Sono quasi 10.000 le firme raccolte dai comitati spontanei di protesta contro l’annunciata chiusura, nell’ospedale San Vincenzo, del reparto di chirurgia generale. Intanto, l’ospedale è stato tagliato fuori del programma di potenziamento per quanto riguarda le attrezzature tecniche e di diagnostica. Un piano che, sedondo la Regione, interesserà solo gli ospedali con un bacino d’utenza di oltre 30.000 utenti. Taormina non rientra in questi limiti e, pertanto, non ha diritto ad avere nuove apparecchiature? Ma nessuno tiene conto che Taormina è capo fila di un Distretto con oltre 60.000 residenti ed un “peso turistico” stimato in circa 2 milioni e mezzo di presenze l’anno? Secondo un programma, presentato dall’ASP di Messina all’assessorato regionale alla Sanità, il reparto di chirurgia generale  dovrebbe essere accorpato alla chirurgia oncologica. Un progetto studiato, secondo le informazioni sinora rese note, da motivi economici. Il tutto sarebbe stato inserito nel “Piano di rientro economico”  imposto dalla Regione che è stata chiamata dal Governo nazionale a ridurre le spese della sanità, pena la riduzione dei trasferimento economici. In quest’ottica, quindi, si muoverebbe il programma che riguarda l’ospedale taorminese. C’è chi ritiene, insomma, che chirurgia generale e chirurgia oncologica possono essere considerati reparti sovrapponibili. Stando ai fatti, invece, le cose non starebbe in questi termini: una cosa è intervenire sui tumori, un’altra operare per tutto il resto delle patologie per le quali si rende necessario passare dalla sala operatoria. Senza considerare il fatto che al San Vincenzo funziona, con risultati encomiabili e riconosciuti ufficialmente dalla Regione, una Divisione di Oncologia medica che (questo si) si può considerare parte integrante di una struttura destinata a dare risposte ai malati oncologici: dalla cura agli interventi chirurgici. All’ASP di Messina, invece, la pensano in maniera diversa. Per questo  hanno ritenuto possibile la cancellazione della chirurgia generale. Se il progetto sarà attuato, vorrà dire che per gli utenti del San Vincenzo –residenti in 32 comuni- per un certo tipo di patologie, dovranno essere trasferiti a Messina, Barcellona, Milazzo. Tranne che non ci sia chi ritiene che chirurgia oncologica debba interessarsi anche di tutto il resto. Ma questo vorrebbe dire modificare (declassare?) la struttura di chirurgia oncologica. Intanto la protesta sta mobilitando malati, utenti e famiglie dell’intera zona sud della provincia di Messina, da Giardini Naxos ad Alì, da Gaggi a Roccella Valdemone. Il progetto dell’ASP, insomma, ha scatenato una vera e propria mobilitazione generale. Sinora sono state raccolte 10.000 firme in calce ad un esposto che sarà inviato all’Azienda sanitaria di Messina ed all’Assessorato regionale alla Sanità. C’è, anche, chi –oltre 4000 mila persone- ha scelto una forma di protesta più “moderna” utilizzando Internet e face book. Tutti dicono no alla chiusura di chirurgia generale nell’ospedale di contrada Sirina a Taormina. Esiste anche chi ritiene che il “taglio” non sarà mai effettuato. In particolare, di questa opinione è il sindaco di Taormina che è anche primario del pronto soccorso dell’ospedale. Secondo Mauro Passalacqua, si “tratta di voci infondate; chirurgia generale non sarà toccata”. Dall’interno della Giunta comunale giungono, però, notizie di altro tenore. Fanno cenno ad una non meglio specificata “lotta di potere in corso all’interno dell’ospedale scatenata andare contro il professore Francesco Morici, primario del reparto di chirurgia generale. Un reparto che, mediamente, in un anno fa registrare 600 ricoveri ospedalieri e 1.200 interventi”.  Secondo il direttore generale dell’ASP, Salvatore Giuffrida: “Non è questo il momento della protesta perché, per adesso, si sta solo studiando un piano di ristrutturazione del sistema ospedaliero della provincia di Messina. Tutto qui”. Per il vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale, perciò, nessun taglio è stato stabilito. Proprio per questo, appare tempestivo l’intervento dell’utenza della cosata ionica che chiede di cancellare anche l’ipotesi di un taglio al San Vincenzo. Non è stato  deciso nemmeno l’accorpamento, sempre nell’ospedale di contrada Sirina, dei reparti di Otorinolaringoiatria ed Urologia? Secondo Giuffrida parrebbe di si. Ma, allora, chi ha messo in circolo i dettagli dello studio di un piano di rientro economico che interessa tanto pesantemente la struttura sanitaria di Taormina?

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