Sicilia. Influenza A, sono arrivati altri 26 mila vaccini. Necessari? Un po’ di chiarezza in più non guasterebbe. Intanto, affari miliardari per le multinazionali farmaceutiche

Sono 26.000 i nuovi vaccinati in Sicilia nell’ultima settimana. Il totale dei vaccinati sale dunque a 46.613 ed è un dato che conferma come la Sicilia sia ancora una delle regioni italiane che ha effettuato un maggior numero di vaccinazioni. Secondo le statistiche, i casi ospedalizzati di influenza A sono adesso 486 (erano 327 fino a mercoledì scorso).
“E’ una conferma di come la rete disegnata dall’assessorato, con i dipartimenti di prevenzione delle Asp, sia stata all’altezza della situazione – conferma l’assessore Russo – e di come un’adeguata organizzazione permetta di ottenere risultati di grande efficacia, limitando al minimo i disagi per l’utenza. E’ comunque opportuno ribadire l’importanza della vaccinazione, in questa fase, di tutti quei soggetti che rientrano nelle categorie a rischio individuate dal ministero e rinnovare l’invito a non affollare inutilmente i pronto soccorso e a rivolgersi al proprio medico di famiglia quando sopraggiungono i primi sintomi influenzali. I dati ci confermano che la gravità di questa influenza è largamente inferiore a quella della normale influenza stagionale”. Si ricorda a tal proposito che sul sito internet dell’assessorato (www.regione.sicilia.it/sanita) è presente una sezione dedicata al virus H1N1 dal titolo “non lasciamoci influenzare” che contiene tutte le informazioni utili relative alla prevenzione e alla vaccinazione, con l’elenco completo di tutti i centri vaccinali della Sicilia.

Prendiamo atto dell’impegno dell’assessorato regionale. Quello che però ci preme  anche sottolineare che a tutt’oggi – anche in Sicilia – ci vorrebbe un momento di chiarezza univoca affinché sia una sola ”voce” a dire come stanno nella realtà le cose. Perché dal ”coro” degli addetti ai lavori ci sono opinioni contrastanti. Da esprienze vissute indirettamente, ad esempio, la maggior parte dei medici di famiglia, almeno per quanto riguarda la provincia ionica di Messina,  sconsigliano il vaccino, sostenendo che questo tipo di influenza non si discosta più di tanto da quelle solite, stagionali. Eppoi, quello che crea ulteriore confusione e allarmismo sono i ”numeri” che attribuiscono i decessi legati sempre all’influenza A, aggiungendo nel contempo che il dato rientra nella statistica perché ogni anno in Italia si registrano circa 8 mila decessi per influenza da virus. E che le persone fin qui decedute, comunque, erano soggetti affetti da patologie regresse il che fa intendere che sarebbero morti ugualmente. E allora se l’allarmismo è una esagerazione si faccia in modo di ridimensionarlo o, in caso contrario, si faccia una informazione corretta e ”tranquilla” pur raccomandando di non sottovalutare la situazione. A meno che, come la pensano in molti, il vaccino della ”A”, ormai immesso sui mercati, deve essere smaltito dalla multinazionali che hanno prodotto milioni di dosi prevedendo introiti miliardari. Ultima riflessione: leggiamo ogni giorno di morti per contagio della ”A” ma negli anni passati nessuno si era ”accorto” degli ottomila vittime della ”normale” influenza Perché? Forse oggi i morti fanno ”notizia” e alimentano il mercato farmaceutico. Oppure no?

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