Furci. Consiglio sospeso, scambio di accuse sul Bilancio di previsione: Sebastiano Foti attacca la minoranza. Il sindaco Parisi: “Questa è l’ultima replica, a Foti non risponderò più”

Carmelo Caspanello

FURCI SICULO – Il Consiglio comunale rimane sospeso, in seguito al decreto firmato lo scorso 19 ottobre dall’assessore regionale alle Autonomie locali, Caterina Chinnici, per le inadempienze legale al Bilancio di previsione, approvato dal commissario ad acta Carlo Turriciano lo scorso primo ottobre e solo il giorno dopo dal civico consesso. In attesa del decreto del presidente della Regione (che ha 60 giorni di tempo dall’atto di sospensione per sancire lo scioglimento) le funzioni dell’assemblea cittadina vengono rette da commissario, Daniela Leonelli. C’è chi sostiene, negli ambienti politici furcesi, che non ancora tutti i giochi sarebbero fatti e che l’ultima parola spetta al presidente della Regione. Staremo a vedere. Intanto il presidente del Consiglio sospeso, Sebastiano Foti, riaccende i riflettori sulla questione respingendo con forza le accuse rivolte alla sua maggioranza (contraria all’amministrazione del sindaco Bruno Parisi, rimasta regolarmente in carica). “Qui – esordisce Foti – si vuol far credere che se il Consiglio sarà sciolto la responsabilità è nostra, cioè della maggioranza consiliare, e mia perché non ho convocato il Consiglio entro i termini dettati dal commissario ad acta Carlo Turriciano lo scorso 17 agosto. Sindaco e maggioranza – prosegue Foti – omettono però un passaggio fondamentale, che evidenzia l’assenza di volontà della minoranza, legata al sindaco, di approvare quel Bilancio di previsione per l’anno 2009 presentatoci dalla Giunta. L’opposizione, insomma, è più responsabile di noi – incalza il presidente del Consiglio sospeso – ed a dirlo sono i fatti”. Sebastiano Foti  ricorda che il previsionale giunto in aula a luglio fu rispedito all’esecutivo per presunte anomalie e che “il gruppo di minoranza può contare su sei consiglieri, i quali avrebbero potuto, se solo avessero voluto, presentare successivamente una richiesta di autoconvocazione del Consiglio comunale entro i termini stabiliti dal commissario ad acta Turriciano. Se non in prima, in seconda convocazione, lo strumento finanziario lo avrebbe potuto approvare la sola minoranza garantendo l’organo eletto dai cittadini, cioè il Consiglio. Perché non hanno tentato di appigliarsi allo strumento dell’autoconvocazione? Evidentemente – riflette Foti – nemmeno la minoranza era convinta di quel Bilancio. O forse era nelle loro intenzioni giungere all’impasse, in modo che si andasse tutti a casa lasciando in carica sindaco e Giunta, fino alle elezioni del 2013?”.
Le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale sospeso, Sebastiano Foti, hanno sollevato un vespaio di polemiche. “Rispondo per l’ultima volta a Foti – taglia corto il sindaco Parisi – dopodiché, per quanto mi riguarda, preferirò il silenzio. Ricordo a Foti e alla maggioranza che lo supportava, che sin dallo scorso luglio si erano rifiutati di approvare lo strumento finanziario per presunte anomalie riscontrate. Hanno tirato la corda – prosegue il primo cittadino – creando disagi alla collettività, paralizzando le casse comunali, fino al primo ottobre, quando quel Bilancio è stato approvato da un commissario ad acta, Carlo Turriciano, inviato dalla Regione. E, guarda caso, lo stesso Bilancio ritenuto anomalo è stato poi approvato dalla maggioranza il 2 ottobre, quando però il tempo era ormai scaduto. Pertanto parliamo di un atto dalla legittimità assai dubbia. Esitando quel previsionale – incalza il primo cittadino – Foti e la sua maggioranza si sono di fatto smentiti”. Parisi ha aggiunto che “in questi giorni il Comune sta provvedendo a liquidare 9mila euro per indennità di carica arretrate, richiesti dal presidente del Consiglio sospeso, Foti. Così – dice Parisi – abbiamo chiuso con lui la partita. Ripeto, non voglio più parlare di Foti, per me – conclude il sindaco – è un capitolo chiuso. Il paese ha bisogno di progetti per il futuro e non di esasperazioni e rancori”. Sull’argomento è intervenuto anche il capogruppo della minoranza sospesa (legata al sindaco Parisi), Francesco Crinò: “Sembra che al presidente del Consiglio (probabilmente ormai ex) – dice – le scarpe comincino a stare strette e piuttosto che riconoscere i propri gravi errori in questa vicenda, si affanni alla ricerca di alibi e concause, pensando, erroneamente, che per questo valga il detto… mal comune mezzo gaudio. Anche noi – conclude – abbiamo commesso degli errori nel sopravvalutare lo spirito critico di chi guidava la maggioranza. Mai avremmo pensato che fossero stati così ciechi da interpretare le leggi a modo loro”.

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