Pagliara. Grido d’allarme del Pd, ”no” alla discarica per rifiuti speciali: provocherebbe gravi danni a persone e ambiente

PAGLIARA (Messina) –  Il Circolo di Pagliara del Partito democratico esprime il proprio no al progetto di realizzazione di una discarica nel Comune di Pagliara. Non è un no ideologico – sostengono i democratici –  ma nasce da due valide motivazioni: la salvaguardia del creato e la salute dei cittadini. I costi sociali e ambientali di una discarica, su un territorio densamente popolato come il nostro, sono troppo alti. Nessun impatto occupazionale ed effetti negativi per l’ambiente, per il turismo e per l’agricoltura. La sua presenza potrebbe inibire – sostengono qulli del Pd –  per esempio la produzione di prodotti agricoli e alimentari definiti a indicazione geografica o a denominazione di origine protetta (regolamento Cee n. 2081/92) o  la produzione di prodotti biologici (Regolamento Cee n.2092/91). E la zona non è estranea a tali produzioni, basta pensare al limone Interdonato. Inoltre non si tratterebbe di una tipica discarica Rsu per servire i comuni della zona, ma di una discarica destinata a rifiuti particolari ed avrebbe un interesse territoriale più ampio. I compattatori, provenienti dall’autostrada e diretti al sito attraverso le strade di Roccalumera, aumenterebbero il traffico locale con enormi disagi durante tutto l’anno e soprattutto nel periodo estivo e turistico. La discarica, denominata “per rifiuti non pericolosi” – dicono quelli del Pd – sarebbe realizzata in Contrada Carrubbara nel comune di Pagliara. In particolare l’area, oggetto dell’intervento, si trova a meno di 300 metri da Rocchenere e a 600 metri da Roccalumera. Basta visionare la carta tecnica sez. 614010 – Roccalumera per avere conferma di queste distanze. Riteniamo che sia troppo vicina ai centri abitati per affermare con tranquillità che i residenti non avranno alcun fastidio. Si tratta di una discarica di 500 mila metri cubi, un palazzo alto 100 metri su un campo di calcio. Immensa. Ma la parte più interessante è legata ai rifiuti che potrebbero essere smaltiti in tale sito. Dalla Tabella Codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) per i rifiuti non pericolosi risulta un elenco di 10 pagine: dai rifiuti dell’estrazione e dei trattamenti chimici e fisici dei minerali ai rifiuti dell’industria tessile, dai rifiuti della raffinazione del petrolio (rifiuti contenenti zolfo o bitumi per esempio) ai rifiuti dei processi chimici, dai rifiuti prodotti da centrali termiche (ceneri pesanti o scorie per esempio) ai rifiuti della metallurgia (alluminio, zinco, piombo, rame), dai rifiuti della fabbricazione del cemento ai rifiuti delle industrie che lavorano metalli e plastiche. Per non parlare di batterie, catalizzatori esauriti, pneumatici fuori uso, gas in contenitori in pressione, rifiuti da incenerimento o pirolisi di rifiuti, rifiuti prodotti dalla rigenerazione dell’olio. E l’elenco potrebbe continuare. Inoltre, secondo l’art. 6 del D.M. 3 agosto 2005, possono essere smaltiti in tale sito anche alcuni rifiuti pericolosi. In particolare: materiali isolanti e materiali da costruzione contenenti amianto. Ci rifiutiamo di vivere accanto a un luogo in cui si trovano tonnellate di amianto qualunque siano i trattamenti che hanno subito. Il nostro territorio ha bisogno di sviluppo e non di una bomba ecologica nel proprio cuore” Per quanto esposto, il Partito Democratico di Pagliara chiede alle istituzioni regionali e al presidente Lombardo, alle istituzioni provinciali e alle istituzioni locali e soprattutto al Comune di Pagliara, di intervenire perché questo progetto possa fermarsi sul nascere. È solidale con tutti gli enti, comuni e associazioni, con la società civile e con tutti coloro che si vogliono impegnare per impedire questo scippo ambientale e sociale. E ribadisce che la soluzione al problema dei rifiuti non sta nelle discariche, ma in una seria raccolta differenziata che coinvolga cittadini, industrie e impianti e nella riprogettazione dei cicli di vita dei prodotti e dei materiali”.

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