Alluvione del primo ottobre: dopo il fiume di fango un mare di luce

di Carmelo Caspanello

SCALETTA ZANCLEA (Messina ) -Dopo il fiume di fango, un mare di luce. La luce delle fiaccole della rinascita e della speranza. Un bagliore nella notte di Scaletta Zanclea e Giampilieri Superiore, i centri più colpiti dall’alluvione del primo ottobre. Un corteo composto, nonostante la rabbia, al quale hanno partecipato in migliaia, partiti da Scaletta Zanclea e Giampilieri superiore. Due fiumi di candele accese, confluiti davanti alla stazione di Giampiliari marina. In un mare di dolore, di ferite che ancora sanguinano. I nomi delle vittime e dei dispersi, 37 in tutto, vengono scanditi uno ad uno durante il momento della preghiera. In cielo volano 37 palloncini, uno per ogni vita umana persa in questa tragedia. In prima fila, con la fiaccola in mano, anche Nino Lonia, l’uomo simbolo di chi in questa tragedia ha perso tutto, beni, moglie e due figli: Francesco e Lorenzo. E poi il ricordo della piccola Ilaria. Gli angeli di Giampilieri. Gli sfollati sono arrivati con i pullman. Da Giampilieri superiore la fiaccolata è partita alle 16.30; da Scaletta un’ora più tardi. Il corteo scalettese si è snodato lungo via Roma, in direzione piazza don Bosco e torrente Divieto. Le aree più colpite dalla catastrofe, quelle dove si sono contati i morti, dove il fiume di fango e detriti ha travolto tutto e tutti. Compreso l’istituto delle suore salesiane. Poco distante sorgeva il palazzo divenuto il simbolo della tragedia, demolito all’indomani del diluvio. Lì è stato osservato un momento di silenzio per ricordare i morti e i dispersi, per una preghiera. Lì proseguono le ricerche di chi non è stato più ritrovato. I dispersi sono in tutto sei, dei quali cinque a Scaletta Zanclea ed uno a Giampilieri (un uomo di Altolia). In contrada Foraggine, sono stati inghiottiti dall’alluvione Alessandro Sturiale, 23 anni, che ha perso la vita insieme al fratello Onofrio, quattro anni più grande, i cui resti sono stati però ritrovati in mezzo al fango. In quella stessa zona sono stati trascinati e risucchiati dai detriti il macellaio Santi Bellomo di 70 anni e la 28enne Ketty De Francesco. Completano la lista dei dispersi Carmela Cacciola, Carmelo Ricciardello e Bartolo Sciliberto (quest’ultimo di Altolia). Le fiaccole illuminano un paese ferito, che a stento cerca di tornare alla normalità. Il pensiero corre anche agli sfollati, diverse centinaia solo a Scaletta e Itala. Il corteo, dopo la tappa a Divieto, si è diretto verso la stazione ferroviaria di Giampilieri, dove si sono congiunte le fiaccole provenienti da Giampilieri superiore. Una domenica che ha toccato il cuore. E riacceso i riflettori già spenti dei media nazionali, da chi ha considerato la catastrofe e i morti di Giampilieri e Scaletta di serie B. Il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, non ci sta. Fa sentire la sua voce e dice senza mezzi termini che è pronto a proteste eclatanti se dal Governo nazionale e dalla Regione non arriveranno risposte vere e concrete per affrontare un’emergenza già dimenticata da tutti. In tempi brevissimi deve ricominciare la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio. Non ci sono colori politici su questo fronte. Il deputato regionale del Pd Filippo Panarello aspetterà fino a dopodomani. E se dal Commissario per l’emergenza Lombardo non arriveranno risposte convincenti “sono pronto – sottolinea Panarello – a scatenare il putiferio, a mobilitare la deputazione messinese”. La luce delle fiaccole si è già spenta. Ma resta, assordante, l’urlo silenzioso delle migliaia di persone di Giampilieri, Molino, Altolia, Itala e Scaletta, che hanno protestato con grande dignità. Nonostante la rabbia nei confronti di chi, politici o media nazionale, li ha classificati di serie B. Resta impressa l’immagine di un uomo brizzolato che tiene tra le braccia incorniciata la prima pagina del giornale con su impressi i volti delle vittime della catastrofe, pubblicati il giorno dei funerali di Stato. “La loro voce – è il coro unanime – non si spegnerà mai”.

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