Cala il silenzio. La televisione e i morti di Giampilieri e Scaletta

di Lino Morgante

L’ALLUVIONE ASSASSINA ha scosso una città naturalmente sonnolenta, lo si percepisce ancora oggi a distanza di quasi un mese. Trentasette morti non si possono dimenticare, e così speriamo sarà per sempre. L’indifferenza del Belpaese ci ha fatto impazzire di rabbia, dunque meglio reagire che incassare senza muovere un dito. Abbiamo drammaticamente capito che siamo l’ultima ruota del carro, ci dispiace ma non ci strapperemo le vesti e non andremo in giro alla ricerca di qualche pacca sulle spalle o di un briciolo di commiserazione. Offenderemmo la memoria di Ilaria, Lorenzo, Francesco e di tutti gli altri.
POLEMICHE? No, è inutile spendere altre parole o bussare alla porta di televisioni e media nazionali che cercano solo notizie eclatanti, vittime sacrificali o magari particolari sulle abitudini sessuali altrui. E poi siamo alla decima edizione del Grande fratello, gli alluvionati di Giamplieri e Scaletta alla tv nazionale non chiedevano altro! Non avranno un tetto sulla testa ma in compenso c’è la “casa di vetro” dove tante belle persone, in un modo o nell’altro, cercheranno un po’ di notorietà.
MA SÌ, MEGLIO guardare dal buco della serratura con le telecamere o un bel dibattito sul sesso estremo amato da certi politici piuttosto che sull’alluvione di Messina. I morti stancano presto e non fanno bene alla pubblicità. Una tragedia che avrebbe dovuto fare riflettere il Paese è stata così banalizzata e subito dimenticata. Dopo i primi giorni di ribalta un silenzio… assordante e un passaggio, su “Striscia la notizia” col governatore Lombardo il quale, visti gli effetti del dissesto idrogeologico in Sicilia, ha assicurato maggiore rigore e vincoli ambientali.
NOI MESSINESI faremo comunque tesoro di questa esperienza, pure dal punto di vista umano. Più forti e decisi ci rimetteremo in piedi, anche senza la solidarietà tricolore, purché la politica non si divida meschinamente e
faccia fino in fondo il proprio dovere

(pubblicato sulla ”Gazzetta del Sud” giovedì 29 ottobre)

 

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