L’alluvione del primo ottobre ha messo in ginocchio l’economia di Scaletta Zanclea e Itala

Carmelo Caspanello

Un lungo, interminabile minuto di silenzio per ricordare le vittime. Momenti di commozione, ma anche di rabbia. Sono iniziati così i lavori consiliari di Itala e Scaletta, i primi dopo la tragica alluvione del primo ottobre. Quasi in contemporanea. Entrambi in luoghi di fortuna. Quello di Itala in un noto ristorante perché l’aula consiliare è minacciata dalla montagna; quello di Scaletta nella stanza del sindaco, in quanto la sala delle adunanze è ancora piena di beni da distribuire alla gente. Due sedute “aperte”, alla presenza di cittadini preoccupati, commercianti in ginocchio e sfollati dal futuro incerto. “Chiediamo attenzione e non chiacchiere inutili – è il coro unanime dei commercianti, le cui dichiarazioni sono state sintetizzate da Nuccio Micali, titolare della Sala Ausilia – vogliamo i fatti”. C’è una priorità su tutte: “La realizzazione di una via di fuga per motivi di sicurezza – precisa Micali – in quanto a Scaletta e Itala ci troviamo tra due Capi con il rischio di trovarci intrappolati come lo scorso anno, con la strada sbarrata da frane a nord e a sud. Chiediamo inoltre certezze sulla riapertura della Statale 114. Il commercio è fermo, ci sono attività che licenziano o addirittura rischiano di chiudere i battenti. E’ una tragedia nella tragedia”. Voce pacata, ma altrettanto decisa, quella del farmacista Antonino Scalone: “Questo disastro era stato annunciato nel 2007, solo che allora non ci furono morti – esordisce – e da quel momento si parla delle vie di fuga, dei raccordi con l’autostrada. L’urgenza, nell’emergenza, può riguardare in particolare soggetti a rischio, cardiopatici in testa, ma anche le donne gravide, per fare degli esempi”. A Itala l’attenzione è rivolta su più fronti. Gli sfollati sono 230. “Il loro ritorno a casa – spiega il presidente del Consiglio, Carmine Berlinghieri – non è facile prevederlo. Ci sono case completamente distrutte, le montagne a ridosso delle frazioni Borgo e Mannello da mettere in sicurezza e la necessità di reperire le risorse per intervenire”. A Scaletta è stato fatto notare che “vi è la necessità che gli sfollati tra un paio di settimane lascino gli alberghi (troppo costosi) per andare in case in affitto. Anche qui, al momento, poche certezze. Il sindaco, Mario Briguglio, ha comunicato la promessa di un milione di euro, dalla Protezione civile, per la messa in sicurezza della provinciale per Scaletta superiore, scongiurando così la paventata evacuazione di altre 220 persone.

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