Savoca. Approvato dal Consiglio atto di indirizzo per la messa in sicurezza del territorio. Si punta su monitoraggio e riforestazione

SAVOCA – Dopo tante chiacchiere il Comune di Savoca è il primo a muoversi concretamente per la prevenzione del rischio di dissesto idrogeologico. Il Consiglio co-munale, presieduto da Giuseppe Meesa, ha infatti approvato un atto di indirizzo che punta ad un nuovo modo di utilizzazione del territorio. Tre i cardini: monitoraggio, messa in sicurezza e riforestazione delle aree a rischio. Del resto, dopo quanto accaduto tra Giampilieri e Scaletta Zanclea, non è più il tempo dell’improvvisazione. Il territorio savocese già durante i nubifragi del 16, 23 e 24 settembre e 1° ottobre scorsi è stato messo a dura prova. Non solo frane e smottamenti di notevole consistenza ma anche lo straripamento dei torrenti Abramo, Rina e S. Nicola, con numerose abitazio-ni allagate e danni incalcolabili. L’Amministrazione del sindaco Nino Bartolotta cercherà di incentivare lavori di riforestazione delle aree a rischio a frane, come per esempio i terreni incolti. In questo senso, secondo l’atto di indirizzo approvato dal Consiglio, il proprietario dovrà provvedere alla piantumazione di specie vegetali, concordando gli interventi con l’Ufficio Tecnico Comunale. L’Amministrazione da parte sua, compatibilmente con le risorse di bilancio, provvederà a fornire gli alberi, a condizione che i privati si occupino della piantumazione e della manutenzione. In ca-so di rifiuto del proprietario ad intervenire, il Comune potrà spingersi sino all’esproprio del terreno per “pubblica utilità ai fini dell’esecuzione di lavori di messa in sicurezza, secondo la normativa in materia ed anche mediante previsione nel redi-gendo Prg comunale”. Il primo passo sarà comunque un attento monitoraggio del territorio. L’obiettivo è quello di proporre all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente l’aggiornamento del Pai (Piano di dissesto idrogeologico) e l’individuazione di soluzioni idonee a prevenire eventuali pericoli. Per le aree ritenute a rischio saranno avviare le “procedure finalizzate al reperimento di risorse pubbliche idonee e necessarie per porre in essere interventi di consolidamento e forestazione o quanto altro necessario alla messa in sicurezza del territorio”. Nel corso della stessa seduta, il Consiglio ha istituito un “fondo comunale”, attivo fino a dicembre, che – grazie ad un primo stanziamento di 3mila euro, più la tassazione delle indennità degli amministratori e le raccolte a seguito di varie iniziative in programma – si propone di raccogliere fondi da devolvere alle comunità alluvionate.

Leave a Response