Messina. Ferrovie in Sicilia, il Codacons: i nostri treni non li vorrebbero neppure in Africa e annuncia di rivolgersi alla Corte europea

MESSINA – In riferimento all’intervento odierno del presidente della regione Lombardo sui treni siciliani, Francesco Tanasi Segretario nazionale  Codacons lancia una campagna contro i ritardi e i dissevizi delle ferrovie in Sicilia, a tutela dei pendolari che ogni giorno subiscono disagi.
“Lombardo – afferma Tanasi – ha dichiarato che i nostri treni non li vorrebbero nemmeno in Africa. Finalmente se ne sono accorti! sono anni che il Codacons denuncia lo stato vergognoso in cui riversano treni e  ferrovie in Sicilia. Avvieremo da gennaio 2010 una  class action contro Trenitalia, finalizzata a richiedere all’azienda il risarcimento dei danni da ritardo e da disservizio causati agli utenti siciliani.  Passeggeri costretti a viaggiare come sardine su carrozze sovraffollate, odori sgradevoli, sedili sporchi, molti bagni fuori uso e senza acqua; per non parlare degli studenti che a causa dei treni perennemente fuori orario perdono ore di lezione con conseguenze negative sul rendimento scolastico o dei lavoratori che, per gli stessi motivi, ritardano sul posto di lavoro”.  I diretti interessati possono segnalare i disagi cui Trenitalia quotidianamente li sottopone al Codacons e manifestare una prima volontà di adesione alla class action promossa dall’associazione.Il Codacons annuncia inoltre la volontà di rivolgersi  alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, affinché  verifichi se le condizioni in cui viaggiano i passeggeri siciliani, siano adeguate e rispondano ai principi di dignità e rispetto dell’essere umano. Non è, infatti, tollerabile che alle soglie del 2010 i viaggiatori siano costretti a subire questo trattamento, pagando tra l’altro un salato biglietto. Come al solito poi i cittadini più penalizzati sono quelli del sud, per i quali il trasporto ferroviario non garantisce ancora decenti standard qualitativi. Gravissima inoltre la situazione se a quanto dichiara il presidente della regione Lombardo sono stati stanziati fondi pubblici per l’acquisto di nuove vetture di cui non si ha notizia.

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