Scaletta. L’accorato appello a Lombardo di Rosa Pagliuca il cui corpo del marito Santi Bellomo non è stato ancora recuperato: ”Presidente Lombardo, ridateci un po’ di serenità”

SCALETTA ZANCLEA – Rosa Pagliuca è stata la prima, tra i cittadini scalettasi  a rivolgere al presidente Lombardo. La donna è la vedova del macellaio di Scaletta Santino Bellomo, 70 anni, il cui corpo, travolto dalla furia del torrente Foraggine nella notte del primo ottobre, non è stato ancora ritrovato. Bellomo aveva cercato salvezza con il figlio, sopravvissuto alla tragedia, in una palazzina (quella poi abbattuta) proprio alla foce del torrente Foraggine. “Il fiume – racconta Rosa Pagliuca con il viso rigato dalle lacrime – ha fatto crollare piazza Don Bosco e i detriti si sono riversati sulla palazzina nella quale mio marito e mio figlio si erano rifugiati al primo piano”. E rivolto a Lombardo lo ha esortato di fare il possibile per far rinascere Scaletta: ”Faccia di tutto per darci un po’ serenità. Io piango mio marito, non riesco a darmi pace ma nel contempo il mio pensiero è rivolto anche alle altre vittime e a quelli che sono rimasti il cui diritto a proseguire la vita è sacrosanto”. Il figlio di Bellomo si trova ancora ricoverato al Policlinico di Messina per le numerose ferite riportate in quella notte d’inferno.E ai numerosi giornalisti che le chiedono se  parte delle colpe del disastro possono essere imputate al fenomeno abusivismo, la vedova Bellomo ha risposto : “non voglio sentire parlare di abusivismo, sotto la palazzina nella quale è morto mio marito c’erano, in passato, delle case costruite su una superficie molto più estesa”.

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