Il nubifragio killer a Messina. I bambini ai genitori: ”c’è brutto tempo vogliamo restare con voi”

di Anna Centi

Credetemi non è paranoia ma aver preso coscienza della pericolosità dei nostri monti….li guardiamo con apprensione e notiamo in molti punti la mancanza di vegetazione, intere parti scoperte minacciose, i bambini ti osservano e dicono…..(commenti raccolti da altri genitori)“ma dobbiamo uscire? C’è brutto tempo, vogliamo restare qui con voi.” Noi grandi tentiamo di tranquillizzarli cercando una normalità che non c’è più, strade che non si possono definire tali ed autostrade ridotte a dei colabrodi ….  no non siamo nel terzo mondo ma nel quarto perché a loro vengono rivolte più attenzione di quante noi ne stiamo ricevendo. Quarto in quanto dimenticati da tutti, dai  politici nazionali che si ricordano di noi piccoli granelli di sabbia solo quando dobbiamo pagare le tasse o quando i nostri politici locali debbono spartirsi il malloppo mandato a gettito senza nessun controllo, che inesorabilmente raggiunge le loro tasche ed arriva solamente in zone ricche.  Si parla sempre della Salerno-ReggioCalabria che è una vera oscenità non risolta da tantissimi anni, ove nessuno agisce tanto per ricordaveLo NOI SIMMI DO SUD già perché al nord tutto sembra funzionare ma venite in Sicilia ed  osservate con i vostri occhi cosa viene definita con il nome di Autostrada (non è gratuita). Ora invece sposto la vostra attenzione sulla A18 Catania-Messina e parlo nello specifico del tratto di Roccalumera-Messina…… tratto che non si può definire autostrada ma da considerarsi come una tangenziale però nonostante anni di proteste in quanto costretti obbligatoriamente ad usarla per le continue frane che ci sono sistematicamente sulla SS.114, statale non facilmente agibile che collega tutti questi comuni della costa ionica, AHIME’ si continua a pagare un pedaggio non dovuto. Lo scorso anno la statale sopracitata è stata chiusa per ben 4 mesi e personalmente il tratto autostradale è stato percorso dalla sottoscritta per ben 4 volte al giorno, ricevute conservate e mai rimborsate, anche adesso dove tutta l’Italia è a conoscenza del disastro avvenuto si continua a pagare il pedaggio. Non abbiamo scelta,  siamo costretti ad usufruire della A18 e non sapete con quanti sacrifici….andare a Roccalmera per imboccarla,  per poi tornare indietro….. ed io sono vicina volendola dire tutta ma quelli di Alì e…. quelli di Scaletta Zanclea ??? Tutti costretti a fare chilometri su chilometri perché non si è mai voluto creare delle bretelle  tra Nizza ed Alì (ovvero a metà sul fiume di Nisi) e tra Itala-Scaletta Zanclea. Come risolvere questa situazione??? Perché pagare un qualcosa che è malridotto……un qualcosa che è nostro diritto avere come qualsiasi altro cittadino del nord ed ancora perché nessun personaggio del nord viene a farsi una passeggiata su questa A18 per rendersi conto personalmente che è solo una tangenziale ed anche da sistemare??? So che non avrò mai nessuna risposta e che questa lettera sarà una delle tante sparse nel mare del disinteresse totale !!

 

 

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