Messina nubifragio. La Cgil: la tragedia non è prodotto dell’abusivismo ma dell’abuso del territorio

MESSINA –  “La tragedia che abbiamo vissuto non è il prodotto dell’abusivismo ma di anni e anni di abuso del territorio fatto nella legalità, attraverso le maglie dei Piani regolatori, le Varianti in deroga, gli strumenti della programmazione e pianificazione territoriale. E oggi Messina è una città a rischio che prima di ogni altra cosa ha bisogno di tornare sicura”. Il segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano è secco nel chiedere il ripristino urgente delle condizioni minime di sicurezza per Messina, città ad elevato rischio sismico oltre che idrogeologico, che nel corso degli anni ha subito un’incontrollata espansione urbanistica. “Quanto avvenuto in queste settimane ha drammaticamente certificato ciò che  andavamo denunciando da tempo, che la nostra è una città insicura, senza vie di fuga, strade alternative, senza un Piano concreto di Protezione civile, né risorse per interventi seri- spiega Oceano-.  Occorre avviare subito una verifica dello stato del nostro territorio, dei rischi legati alle colline, ai palazzi costruiti sulla sabbia e con cemento di pessima qualità, ai torrenti, al dissesto e non solo ai fini dell’inserimento nel PAI- Piano per l’assetto Idrogeologico- ma soprattutto per la messa in sicurezza delle persone, delle case, del territorio”.

Il segretario generale della Cgil messinese ricorda che per ogni milione speso in prevenzione, per il risanamento e la messa in sicurezza del territorio, se ne risparmiano fino a 10 per gli interventi di ripristino successivi a frane e crolli. “Occorre quindi agire subito intercettando tutte le risorse occorrenti sull’opera più urgente per i messinesi: la messa in sicurezza del nostro territorio”, incalza Oceano.
Tre gli interventi che la Cgil ritiene prioritari:
– Pianificazione delle Aree strategiche della città;
– Coerentizzazione della Pianificazione territoriale;
– Cura dei terreni oggi abbandonati.
“Per evitare un altro I ottobre, serve urgentemente individuare le zone della città che vanno considerate come aree strutturali e strategiche da mettere in sicurezza, sia attraverso la creazione di vie di fuga sia attraverso la ristrutturazione degli edifici che vi insistono- spiega Oceano-. Ma serve anche dare coerenza ad una Pianificazione territoriale che oggi vede la sovrapposizione di troppi livelli di pianificazione che hanno prodotto quello sviluppo incontrollato della città oggi sotto accusa. Inoltre, proprio il disastro della zona ionica, ci indica quanto il nostro territorio nelle zone una volta coltivate, necessiti di cure, di interventi di ripristino, di riforestazione.
La Cgil che già a ridosso del terremoto dell’Aquila denunciando le criticità di Messina aveva richiesto la sospensione del PRG, appoggia la proposta Ardizzone e rilancia: “La Cgil, che in tempi non sospetti aveva già chiesto la sospensione del PRG per procedere alla verifica delle effettive condizioni di sicurezza della nostra città, condivide la proposta dell’onorevole Ardizzone per consentire gli interventi necessari alla sicurezza dei cittadini. Basta con gli strumenti di programmazione negoziata in deroga agli strumenti urbanistici, le commistione di interessi, la mancanza di regole certe e trasparenti e col prevalere delle logiche personali sul bene comune. Si devono mettere in campo iniziative che assicurino la trasparenza dei processi decisionali sia sul versante politico che amministrativo, come  prevedere l’obbligo di dichiarazione delle cointeressenze nel campo della proprietà terriera e della realizzazione di costruzioni di consiglieri, assessori, sindaci, o predisporre regole che impediscano la permanenza di un dirigente per 15 anni alla direzione di strutture così delicate e importanti- propone Oceano-. Rendere trasparenti e pienamente pubbliche le sessioni di consiglio e di commissione sugli strumenti urbanistici, svolgendo anche assemblee pubbliche e popolari sulle decisioni urbanistiche e rendendo disponibile sul web tutto il materiale prodotto. Definire preventivamente criteri vincolanti nei quali si fissano gli interessi pubblici che si intendono tutelare e le prescrizioni da rispettare. Infine, prevedere ed applicare sanzioni effettive a chi viola le norme. Solo così Messina potrà uscir fuori da una situazione che allo stato attuale è da emergenza continua”. 

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